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Uccise il figlio che aggrediva la madre, giudici in camera di consiglio

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NOVARA, 06 MAR - È attesa non prima delle 12.30 la sentenza di primo grado del processo a Edoardo Borghini, il 64enne che il 19 gennaio del 2025 a Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola) uccise il figlio Nicolò, 34 anni. I giudici della corte d'assise di Novara, due togati e sei popolari, in questo momento sono in camera di consiglio. Per Borghini, che da mesi si trova ai domiciliari ospite di un parente, dopo avere trascorso tre giorni in carcere, la pm di Verbania Laura Carrera ha chiesto una condanna a 22 anni. Il suo difensore, l'avvocato Gabriele Pipicelli, ha chiesto invece l'assoluzione. L'omicidio avvenne una domenica sera. La vittima, rientrata a casa ubriaca dopo avere trascorso il pomeriggio in tre bar della zona (gli esami sul cadavere hanno evidenziato un tasso alcolemico di circa 2,5 grammi per litro) aggredì i genitori, in particolare la madre, prendendo la donna per il collo, sbattendole la testa contro un muro e mordendole un braccio, tentando poi di avventarsi anche sul papà. Motivo scatenante dell'ira del figlio, da quanto emerso dalle indagini, fu l'avere trovato chiuso il portone del garage. L'imputato ha spiegato di avere agito per difendere la moglie. "Era fuori di sé, forsennato. Ho pensato che dovevo fermarlo io" ha detto in aula nelle scorse udienze. Per questo imbracciò un fucile regolarmente detenuto e, nel corridoio dell'abitazione, sparò due colpi al figlio da breve distanza, uccidendolo sul colpo. Subito dopo i fatti telefonò ai carabinieri, raccontando l'accaduto. Nel corso del processo sono emersi precedenti episodi di violenza da parte del figlio, testimoniati anche da alcuni famigliari di Borghini, e pretese di denaro nei confronti dei genitori. La moglie dell'imputato, che ha scelto di non costituirsi parte civile, ha invece ridimensionato l'aggressività del figlio.

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