Italia e Estero

Tre giovani morirono in scontro con bus, chiesti 11 anni per amico che guidava

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BARI, 22 GEN - La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per il 32enne che era alla guida della Mini One che la sera sera dell'11 dicembre 2022, avrebbe causato alle porte di Bari un incidente stradale nel quale morirono tre giovani tra i 19 e i 25 anni. L'auto viaggiava ad una velocità di 120 chilometri all'ora sulla statale 96, all'altezza di Modugno (Bari), quando si scontrò con un bus turistico. Nell'impatto morirono i tre amici dell'imputato, Gaetano Caputi, che erano a bordo: Sara Grimaldi di 19 anni, Michele Traetta di 21 e Elisa Buonsante di 25, e un quarto passeggero rimase ferito. Il 32enne risponde di omicidio stradale pluriaggravato e lesioni personali stradali. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci, il conducente della Mini viaggiava ad una velocità molto oltre i limiti imposti su quel tratto di strada, di 50 km/h, e avrebbe colpito l'angolo anteriore sinistro del bus, tentando di superarlo sulla corsia di sorpasso, dopo aver zigzagato tra le altre macchine che avevano rallentato per permettere all'autobus di immettersi nella corsia. Dopo il violento impatto, la vettura con a bordo le vittime si sarebbe ribaltata più volte finendo la propria corsa schiantandosi contro un muro di cemento armato. Traetta perse la vita sul colpo, le due ragazze morirono in ospedale. Oggi, dinanzi al giudice monocratico Mario Mastromatteo, il pm ha ribadito la dinamica, aiutandosi con modellini di macchine e con le immagini della stazione di servizio che hanno immortalato il momento dell'incidente. Al termine della requisitoria ha chiesto la condanna a 11 anni di reclusione per le diverse aggravanti contestate, a partire dall'eccesso di velocità e dal numero delle vittime. La difesa dell'imputato, l'avvocato Simona Cuomo, ha insistito per il concorso di colpa del bus. Si tornerà in aula il 19 febbraio per repliche e sentenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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