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Tornano i 'Giochi della Speranza', a Milano le olimpiadi in carcere

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ROMA, 14 FEB - Tornano i Giochi della Speranza. Sabato 28 febbraio scenderanno in campo quattro delegazioni - detenuti, polizia penitenziaria, magistrati e rappresentanti della società civile - per la prima volta alla Casa di Reclusione di Milano Bollate che si trasformerà simbolicamente in un grande campo di gara. Dopo il percorso avviato nelle precedenti iniziative e l'esperienza maturata nell'istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, i 'Giochi della Speranza' approdano quindi a Milano per la terza edizione. La 'piccola olimpiade in carcere' è una manifestazione promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, dalla rete di magistrati Sport e Legalità e dal Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede. E' stata presentata nella sede di Casa Italia - Milano Cortina 2026, presso la Triennale di Milano. Il programma di sabato 28 prevede una mattinata di gare dalle 9.30 alle 13.00, con la cerimonia di apertura seguita da tornei e prove sportive, dal calcio alla pallavolo, dal tennis tavolo alle attività di atletica (velocità e staffetta), fino alle sfide a biliardino e scacchi. Discipline diverse, un unico messaggio: lo sport unisce e rende liberi, anche nei luoghi dove il confine tra 'dentro' e 'fuori' appare più netto. "Portare la speranza in carcere significa offrire alle persone detenute la possibilità di respirare un'aria di normalità - le parole di Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport - interrompendo schemi, ritmi e abitudini che spesso rendono la quotidianità detentiva monotona, ripetitiva e povera di significato. I Giochi della Speranza rappresentano, in questo senso, molto più di un semplice evento: generano attesa, preparazione, coinvolgimento e contribuiscono a restituire valore al tempo, aiutando chi partecipa a viverlo con uno sguardo più aperto e fiducioso".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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