Italia e Estero

Tentato omicidio per il salario, arrestato un bracciante

Dettaglio degli stivali di un poliziotto con la paletta infilata dentro, davanti ad una volante della polizia, durante un controllo in strada, in una foto d'archivio. ANSA / POLIZIA DI STATO (simbolica, generica, controlli, polizia, sicurezza, strada)
Dettaglio degli stivali di un poliziotto con la paletta infilata dentro, davanti ad una volante della polizia, durante un controllo in strada, in una foto d'archivio. ANSA / POLIZIA DI STATO (simbolica, generica, controlli, polizia, sicurezza, strada)
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BOLOGNA, 09 LUG - Avrebbe tentato di uccidere un connazionale per farsi pagare il salario di una giornata di lavoro nei campi a raccogliere cipolle, un 35enne cittadino somalo, bracciante occasionale, arrestato domenica sera dalla polizia di Rimini e finito in carcere. L'uomo è accusato del tentato omicidio di un 30enne, aggredito con un coccio di bottiglia e lasciato a terra sanguinante. Nel tardo pomeriggio di domenica 7 luglio, un equipaggio della squadra Volanti è intervenuto intorno alle 19 circa, al parco 'Fabbri', in pieno centro storico, perché un uomo che stava facendo jogging aveva appena segnalato una lite tra due persone. E' stato grazie a lui che si è evitato il peggio. Il passante infatti dopo aver soccorso il ferito e messo in fuga l'aggressore, ha chiamato il 112, raccontando quello che aveva appena visto. Quando gli agenti della Volante sono arrivati sul posto hanno trovato il 30enne a terra, mentre l'aggressore era già scappato. Dopo una decina di minuti, però, il 25enne è stato intercettato poco lontano da piazza Ferrari. Fermato dai poliziotti, era visibilmente agitato, con un evidente taglio ancora sanguinante sul palmo della mano destra, molto probabilmente procurato nell'uso del collo di bottiglia come pugnale per aggredire il connazionale. La vittima infatti ha riportato diverse ferite profonde alla testa, al collo e al braccio. Soccorso e trasportato in ospedale, il 30enne, al quale sono stati applicati 50 punti di sutura, ha raccontato che il suo aggressore era un conoscente con il quale era nata una lite perché pretendeva 20 euro come compenso del lavoro fatto in campagna per la raccolta delle cipolle. Al rifiuto, il bracciante aveva quindi rotto a terra una bottiglia di vetro e urlando "se non mi paghi ti uccido" aveva aggredito il connazionale.

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