Italia e Estero

Tar Piemonte, nostri appelli su 'Carta del docente' rimasti inascoltati

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TORINO, 05 MAR - L'appello alle istituzioni lanciato lo scorso anno dal Tar del Piemonte risolvere il problema legato alla "Carta del docente" è rimasto inascoltato, tanto da far pensare che si sia trattato di una "voce che grida nel deserto". È quanto scrive il presidente del tribunale, Raffaele Prosperi, nella relazione diffusa durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. La questione riguarda le cause avviate dagli insegnanti per ottenere il denaro che spetta per attività di formazione e aggiornamento professionale. I ricorsi, del valore di 500 euro, vengono risolti dai tribunali del lavoro con sentenze "a stampone" (la definizione è di Prosperi). Poi, però, non vengono eseguite dagli uffici che dovrebbero versare la somma. Diventa così necessario rivolgersi al Tar per l'ottemperanza. L'effetto è di intasare il tribunale amministrativo. Il presidente Prosperi ha osservato che questi procedimenti "nel 2024 sono stati 887 a fronte di 1082 ricorsi di genere disparato, ma nel 2025 sono saliti a 2.225". "Tutto questo ha sottolineato - per rimediare a una mancata corresponsione e ha una conseguente mancata esecuzione del giudicato dei tribunali civili su una sorta di voce retributiva minima, specificamente attribuita agli insegnanti per l'acquisto di materiale utile per la formazione propria e degli alunni. E' una questione che purtroppo riguarda molti tribunali italiani, ma che vede quello piemontese fra i più tartassati d'Italia". "Lascio immaginare - ha ancora detto il presidente - il peso amministrativo costituito da 2225 ricorsi a fronte di altri 1390 da definirsi ordinari. Nella relazione dello scorso anno si era cercato di consigliare a chi è titolare dei poteri normativi, ed eventualmente anche alle forze sindacali, di trovare un rimedio per l'attribuzione di questi 500 euro. Ma naturalmente, così come altre raccomandazioni agitate in questa occasione, si è trattato solamente di una 'vox clamans in deserto', tanto da far pensare che queste cerimonie per l'inaugurazione dell'anno giudiziario siano solamente delle occasioni da classificare tra il formale e il mondano".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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