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Scoppio del carro a Firenze, vola bene la 'colombina'

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FIRENZE, 05 APR - Vola bene la 'colombina' in piazza Duomo a Firenze per lo Scoppio del carro, tradizione popolare per Pasqua che si tramanda da oltre nove secoli: la rievocazione ripercorre le gesta dei fiorentini alle Crociate e del loro ritorno in città nel 1101. La 'colombina' è il congegno trasportato da un razzo innescato dal cero santo - 'accensione' a opera dell'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, all'interno della Cattedrale -, che 'incendia' il carro posizionato tra Duomo e Battistero, o meglio i petardi e i fuochi pirotecnici di cui è corredato. In una giornata di sole e con una piazza come sempre gremita di migliaia di persone tra fiorentini e turisti, la 'colombina', partita dall'altare della Cattedrale, ha raggiunto all'esterno il carro di fuoco, detto Brindellone, e poi è tornata indietro, lungo la navata centrale, senza problemi. La tradizione tramanda che se riesce a volare e a rientrare senza intoppi è segno di speranza e di buoni raccolti. Come da tradizione anche la benedizione alla folla e al Brindellone, prima che fosse acceso, da parte di monsignor Gambelli. Dopo lo Scoppio del carro la rrosecuzione della messa in Duomo, celebrata dall'arcivescovo. Tra i presenti la sindaca di Firenze Sara Funaro e anche il presidente della Toscana Eugenio Giani. La storia affida a Pazzino de' Pazzi, al ritorno da una crociata nel 1099, le origini dello Scoppio del carro. Fu Pazzino, a riportare alcune pietre focaie del sepolcro di Cristo con le quali poi a Firenze venivano illuminate le celebrazioni del Sabato santo. In un secondo tempo la cerimonia venne spostata alla domenica e i fiorentini decisero di costruire un carro trionfale, detto Brindellone, che ancora oggi è scortato fino in piazza Duomo dagli armigeri del Comune nei tipici costumi. La forma attuale del carro risale al '600. Per tutto l'anno il Brindellone resta in un apposito deposito di via il Prato e il giorno di Pasqua arriva al Duomo trascinato da quattro buoi, agghindati per la festa.

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