Sabotaggio ai treni, a Bologna si analizzano ordigni e rivendicazioni

BOLOGNA, 10 FEB - Digos e Procura di Bologna stanno confrontando l'ordigno incendiario rimasto intatto sabato scorso - e i resti di quello entrato in funzione - sulla linea ferroviaria all'altezza di Castel Maggiore (Bologna), nel giorno dei sabotaggi in occasione dell'apertura delle Olimpiadi invernali, con i reperti di altri ordigni utilizzati negli ultimi anni per eseguire attentati in Italia, in modo da individuare eventuali similitudini e stringere il cerchio attorno agli autori dei danneggiamenti ai cavi dell'alta velocità dove passano gli impulsi della segnaletica ferroviaria e i dati relativi al transito dei convogli. Al momento, a quanto si apprende, almeno in anni recenti nel territorio di Bologna non sono stati piazzati ordigni simili. Allo stesso tempo, gli investigatori del gruppo 'Terrorismo' della Procura, coordinato dalla procuratrice Morena Plazzi, analizzeranno il testo pubblicato ieri sul blog di area anarchica sottobosko.noblogs e la rivendicazione dell'attentato di Pesaro apparso sul blog, sempre di area anarchica, 'la Nemesi', per verificare somiglianze o differenze con precedenti rivendicazioni provenienti dagli stessi ambienti. Sui sabotaggi a Castel Maggiore la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti, ed è in contatto con la Procura di Ancona, che sul sabotaggio di Pesaro ipotizza i reati di danneggiamento a seguito di incendio, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo.
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