Presidente Umbria ha partecipato a digiuno per Gaza

PERUGIA, 29 AGO - La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti si è unita a "migliaia di medici, infermieri, farmacisti e altri operatori sanitari, dell'Umbria e d'Italia, per l'appello #digiunopergaza, la giornata nazionale di digiuno indetta dal personale della sanità che risuona come una chiara e inequivocabile presa di posizione, etica e professionale, di fronte al genocidio in corso a Gaza". "Questa è un'emergenza umanitaria che richiede anche una risposta concreta dalle istituzioni sanitarie" ha scritto su Facebook. "L'elenco delle denunce - ha sottolineato Proietti - è lungo e drammatico: attacchi sistematici ai civili, che troppo spesso restano senza medicine e senza cure; la fame utilizzata come mezzo di guerra; bombardamenti su ospedali e scuole; bambini feriti e uccisi senza pietà. Personalmente e come presidente della Regione Umbria, non smetterò mai di dire che tutto ciò non può lasciarci indifferenti, lo ripeto con gesti emblematici come l'esposizione della bandiera palestinese fuori dalla nostra sede o con azioni umanitarie concrete, come l'accoglienza di bambini e famiglie provenienti da Gaza. E con il digiuno, il gesto silenzioso che è anche un modo per sostenere chi, pur tra enormi difficoltà, continua a restare accanto alle persone: penso alle Ong mediche e ai professionisti che non abbandonano il campo, che curano con le poche cose che hanno a disposizione e che con la loro presenza testimoniano ciò che sta accadendo a Gaza, ricordandoci quanto sarebbe disumano voltarsi dall'altra parte. Ancora una volta non ci siamo voltati dall'altra parte, lo abbiamo fatto in modo corale, ciascuno con un semplice click alla piattaforma di adesione e magari impugnando anche un cartello con su scritto Digiuno contro il genocidio a Gaza, a dimostrare che ci siamo sempre, contro la guerra e in nome della pace". "Ringrazio con il cuore tutti i sanitari umbri che hanno aderito all'iniziativa dimostrando che chi lavora ogni giorno nei presidi sanitari riconosce che l'etica della cura è incompatibile con la violazione sistematica dei diritti umani. La vostra voce e il vostro impegno sono un faro di umanità" ha concluso.
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