'Omicida non espulso', rigettata richiesta Viminale responsabile civile

CATANIA, 20 FEB - La Corte d'assise di Catania ha rigettato l'istanza di citare il ministero dell'Interno come responsabile civile nel processo sull'omicidio di Santo Re. I giudici hanno detto no alla richiesta degli avvocati Alessandro Coco e Salvatore Leotta, che assistono la vedova e i familiari del pasticciere ucciso da un parcheggiatore abusivo. Per i giudici, come riporta il sito lasicilia.it, "la responsabilità della pubblica amministrazione non trova alcuna copertura" normativa. Al centro del ricorso c'era la teoria secondo la quale se Akbahue Innocent, 37enne dello Zimbawe, immigrato irregolare in Italia, fosse stato espulso, il pasticcere non sarebbe stato ucciso con sei coltellate il 30 maggio 2025 davanti al bar Quaranta, in piazza Mancini Battaglia, sul lungomare Ognina, dove la vittima lavorava. Era questa la tesi a sostegno dell'istanza di citazione a giudizio come responsabile civile del Viminale. Dal 2007 l'imputato, arrestato dalla squadra mobile della questura e che secondo l'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto Emanuele Vadalà, avrebbe ucciso Re per il suo rifiuto di dare dei soldi al parcheggiatore abusivo, ha avuto complessivamente sei ordini di espulsione in Italia, tre soltanto a Catania a partire dal 2017, ma non stati eseguiti. Per l'avvocato Coco "se eliminiamo mentalmente la condotta omissiva, che a nostro avviso lo Stato ha compiuto, non attivandosi e rimettendosi alla buona volontà dell'immigrato, la morte di Santo Re non si sarebbe verificata". Una valutazione non condivisa sul piano normativo dalla Corte d'assise di Catania che l'ha rigettata.
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