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'Non c'è futuro senza memoria', un corteo per il partigiano ebreo Artom a Torino

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TORINO, 15 APR - "Non c'è futuro senza memoria". Con questo striscione si è aperto il corteo silenzioso partito questa mattina dal binario 17 della stazione di Porta Nuova a Torino, in ricordo di Emanuele Artom, partigiano ebreo di 32 anni della formazione Giustizia e Libertà, ucciso il 7 aprile 1944 dai nazifascisti nel carcere Le Nuove, dopo settimane di torture. Il binario 17 era quello da cui partivano i treni diretti ai campi di sterminio. Alla manifestazione, che si svolge ogni anno, promossa dalla comunità ebraica di Torino, insieme alla Comunità di Sant'Egidio e alla Città di Torino, hanno partecipato studenti delle scuole medie, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni. Il corteo è passato davanti alla scuola ebraica intitolata ad Artom e si è concluso in piazzetta Primo Levi, nel quartiere San Salvario, davanti alla Sinagoga.
 Qui il presidente della Comunità ebraica di Torino, Dario Disegni, ha ringraziato gli studenti presenti, alcuni dei quali hanno sfilato con cartelli blu con i nomi dei campi di sterminio. Nel suo intervento Disegni ha ricordato come gli insegnamenti di Artom siano oggi più che mai attuali e ha sottolineato il fatto che oltre mille ebrei italiani si unirono come combattenti alle formazioni partigiani, ricordando anche come la Costituzione sia nata dalla Resistenza e dal sacrificio di tanti partigiani che "immolarono la loro vita per l'affermazione dei diritti di giustizia, libertà e uguaglianza tra tutti i cittadini".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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