Niente ergastolo per 2 donne uccise, 'allo Stato non importa'

BOLOGNA, 05 DIC - Il 9 ottobre Salvatore Montefusco, imprenditore edile di 72 anni, è stato condannato a 30 anni dalla Corte di assise di Modena per aver ucciso a fucilate, il 13 giugno 2022, la moglie Gabriela Trandafir, 47 anni, e la figlia della donna, Renata, 22enne, nella loro abitazione a Cavazzona di Castelfranco Emilia. La Procura aveva chiesto l'ergastolo, ma i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti rispetto alle aggravanti contestate, escluse la premeditazione e la crudeltà. L'avvocata Barbara Iannuccelli, a cui si è affidata la famiglia delle vittime per l'appello, ora dice: "Fa impressione leggere la richiesta di archiviazione delle denunce di Gabriela dell'8 settembre 2021" dove si parlava di "una situazione familiare complessa, nella quale l'indagato manifestava tratti di personalità aggressivi e irruenti"; "purtuttavia - proseguiva la richiesta - il quadro fattuale corrisponde ad una conflittualità esasperata, ma solo esteriore e verbale" e non veniva riconosciuto alcun reato di maltrattamenti. "E poi vedere che nove mesi dopo Gabriela e la figlia ventenne - sottolinea l'avvocata Iannuccelli - perderanno la vita uccise a fucilate dal soggetto ritenuto non pericoloso. È vero, quindi, che allo Stato le donne interessano solo morte".
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato