Italia e Estero

Migranti, scoperto 'racket' della fila a questura di Prato

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PRATO, 23 FEB - Ci sarebbe un'organizzazione a Prato che gestisce illegalmente la fila degli stranieri che si rivolgono all'Ufficio immigrazione della questura. Stamani la procura ha fatto perquisire dalla squadra mobile due cinesi, entrambi di 47 anni, indagati come i possibili promotori di una specie di racket, per cui chiederebbero denaro - da 1.000 a 1.500 euro - per cedere il posto che loro collaboratori avevano occupato prima dell'apertura dell'ufficio. E' "un'attività di indebita intrusione nella gestione degli accessi all'Ufficio Immigrazione", spiega il procuratore Luca Tescaroli, funzionale "a ottenere il permesso di protezione internazionale" e tale da attivare comportamenti violenti contro chi - giunto presto sul posto - si metteva normalmente in fila e non cedeva il posto ai 'galoppini' del clan. Stamani è stato picchiato un pakistano che si era messo in fila. Il 4 gennaio scorso sono stati bastonati due egiziani, andati lì per fare dei documenti, al punto da estrometterli dalla fila. I due malcapitati dovettero fuggire per non subire bastonature ulteriori. Tale situazione è in corso dal gennaio 2026. Le violenze sarebbero state più indirizzate a nordafricani e pakistani per favorire sia cinesi sia altri pakistani disposti a pagare la 'mazzetta'. La squadra mobile nella perquisizione odierna ha sequestrato ai due indagati documenti su protezione e asilo internazionale e 3.000 euro in contanti. Individuati almeno 13 collaboratori dell'organizzazione, che si mettevano in fila a tenere il posto per chi accettava di pagare. Tale sistema impedisce o ritarda il servizio ad altri utenti, considerato che per il permesso di protezione internazionale lo sportello è previsto ogni lunedì ma limitatamente a 10 persone per sessione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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