Marito femminicida pagherà le tasse sul risarcimento alla famiglia della vittima

BOLOGNA, 12 FEB - "Dopo l'eco che ha ricevuto la nostra storia non dovremo pagare le tasse sul risarcimento per il femminicidio di mia figlia, Giulia Galiotto. Inoltre, è stato inserito un articolo nella legge sul femminicidio che stabilisce come queste somme siano a carico di ha commesso il reato. Sembrava impossibile raggiungere questo risultato, ma ce l'abbiamo fatta grazie a un potentissimo lavoro di squadra". A parlare, alla Gazzetta di Modena, è Giovanna Ferrari, madre di Giulia, ragazza sassolese uccisa l'11 febbraio 2009, 17 anni fa, dal marito Marco Manzini, originario di Scandiano, a San Michele. Lui le telefonò con una scusa: le fece credere di doverle mostrare qualcosa e la colpì nove volte alla testa con una pietra. Dopo il femminicidio, Manzini gettò il corpo della moglie nel Secchia per inscenarne il suicidio. Nel 2022 Manzini ottiene la semilibertà e tramite i propri legali scrisse ai genitori di Giulia "offrendo" 50 euro al mese per una mediazione. Condizione che la famiglia di Giulia respinse con forza: aveva diritto per sentenza a un risarcimento pari a un milione e 200mila euro. Manzini ha terminato completamente la sua pena a fine luglio del 2024. Un anno fa la famiglia Giovanna, Giuliano ed Elena Galiotto - madre, padre e sorella di Giulia - si vide recapitare dall'Agenzia delle Entrate una cartella esattoriale di oltre 6mila euro come tasse sul risarcimento per il femminicidio di Giulia. Fecero ricorso, accettato alla fine del 2025. "Non abbiamo, quindi, pagato quella cartella esattoriale". Intanto è entrata in vigore la nuova legge sul femminicidio che prevede che non gravi sulla famiglia della vittima la tassazione dei risarcimenti da sentenze penali per omicidio o femminicidio. "Bisogna fare conoscere queste cose: dall'Agenzia delle Entrate, nelle settimane scorse, è partita in automatico una cartella esattoriale - aggiunge Giovanna - Elena si è vista notificare sulla Pec un'imposta anche superiore dello scorso anno, di circa 6.400 euro. Se tutto fosse andato avanti come prima adesso dovremmo pagare questi soldi, ma ormai abbiamo imparato a girare le cartelle al nostro avvocato, il quale ha fatto presente all'Agenzia delle Entrate cos'è successo e abbiamo potuto verificare come sia partito un automatismo. Non è finita: sono arrivate due cartelle esattoriali identiche a me e mio marito, ancora non abbiamo la risposta certa dall'Agenzia delle Entrare ma suppongo che verranno annullate".
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