Italia e Estero

Mantovano, su referendum toni apocalittici ma guerra ridimensiona il tema

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LECCE, 07 MAR - "Forse l'unico effetto positivo di questa tragedia è che quello che è iniziato sabato della scorsa settimana nel Golfo forse contribuisce a ridimensionare una questione che è estremamente importante per le sorti dell'Italia, ma che non è la fine del mondo". Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, durante l'incontro organizzato a Lecce in vista del referendum costituzionale, ritenendo che "i temi della riforma della giustizia hanno toccato toni apocalittici". "I guai per il mondo - ha detto Mantovano - dipendono dal possesso di armi nucleari da parte di chi minaccia di usarle per distruggere interi Stati, dal possesso di testate missilistiche, dai rischi del terrorismo, non dalla separazione delle carriere". "Quindi - ha concluso - torniamo a terra sul voto che ci sarà tra 15 giorni, ma con un po' più di serenità, perlomeno con riferimento al voto specifico". Per Mantovano, "In caso di conferma referendaria, quindi di successo del sì rispetto alla riforma della giustizia, il giorno dopo chiameremo tutti i protagonisti del sistema giudiziario dai magistrati e chi li rappresenta, agli avvocati, all'accademia, per ricevere da loro suggerimenti a proposito della legge attuativa della riforma, che sarà importante perlomeno quanto la riforma, perché significa mettere a terra i principi che trovano sede in queste modifiche ai sette articoli della Costituzione su cui incide il referendum". "Sarà un percorso di tendenziale condivisione - ha ribadito Mantovano -. E proprio perché è questo ciò che noi abbiamo in mente, sarebbe molto importante se questi giorni che mancano rispetto al voto, siano impegnati da tutti per concentrarsi sul merito della riforma, se la si condivide per illustrarla se non la si condivide per dire perché no, ma il perché no non può essere perché voglio che vada a casa il governo Meloni, perché questa è una cosa esterna rispetto alla riforma".

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