L’ombra della guerra torna ad incombere sull’Europa. La tensione in Ucraina con la minaccia russa di un’invasione e gli scontri oggi circoscritti alla regione orientale del Donbass ma che rischiano di deflagrare in un conflitto su ampia scala spaventano il mondo. Per meglio comprendere la posta in gioco in Ucraina e le radici dei dissidi con la Federazione Russa, Morcelliana/Scholè porta da oggi in libreria per la collana Orso blu, «Il destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa» (208 pagine, 16 euro). L’autore Simone Bellezza, ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze sociali dell’Università di Napoli Federico II ha rivisto, ampliato, potenziato e aggiornato un suo precedente lavoro risalente al 2014. Bellezza oltre che esperto di Europa orientale è forse uno dei pochi, se non l’unico, studioso italiano di questioni ucraine.
Un lettore cosa può trovare nel suo lavoro dedicato all’Ucraina?
Nel libro si tratta delle origini del nazionalismo ucraino a partire dall’800 e poi si analizza come è cambiato questo Stato dal 1991, quindi nella fase post-sovietica. Possiamo dire che per il primo decennio le sorti di Ucraina e Russia sono state molto simili: hanno avuto uno sviluppo parallelo per un decennio. Poi dal 1999 i russi hanno inscindibilmente legato la loro storia a Vladimir Putin mentre dal 2001 gli ucraini hanno imboccato sempre più un percorso di riforme e rivoluzioni politiche. A quel punto è iniziato un percorso di allontanamento dai russi, perché il percorso di democratizzazione dell’Ucraina è completamente differente dalla dittatura personale di Putin.




