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Legali Vallanzasca a giudici, 'va trasferito in casa di cura'

Renato Vallanzasca in tribunale a Milano al termine dell'udienza del processo in cui è accusato di rapina impropria per aver rubato in un supermercato, Milano, 10 ottobre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI
Renato Vallanzasca in tribunale a Milano al termine dell'udienza del processo in cui è accusato di rapina impropria per aver rubato in un supermercato, Milano, 10 ottobre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI
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MILANO, 09 LUG - Renato Vallanzasca deve poter uscire dal carcere, date le sue condizioni di salute, e andare in regime di detenzione domiciliare in una struttura di cura, che è già stata individuata. Lo hanno chiesto i suoi difensori, gli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, che hanno depositato un'istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Tribunale che, tra l'altro, il 20 giugno scorso ha concesso al 74enne, ex boss della Comasina, di tornare ad usufruire di permessi premio di dodici ore da trascorrere in una comunità terapeutica. L'udienza, davanti al collegio della Sorveglianza che dovrà decidere se mandare o meno Vallanzasca, che è stato più di 50 anni in carcere e con "fine pena mai", in una casa di cura, non è ancora stata fissata e potrebbe tenersi a settembre. L'istanza presentata è di "differimento pena con detenzione domiciliare" in una struttura di cura, che la difesa ha individuato. In una relazione acquisita dai legali nelle scorse settimane, l'equipe di medici del carcere milanese di Bollate, dove è detenuto l'ex protagonista della mala milanese degli anni '70 e '80, era stato spiegato che l'ambiente "carcerario" è "carente nel fornire" le cure e gli "stimoli cognitivi" di cui ha bisogno Vallanzasca, che soffre di un decadimento mentale. Per questo, secondo i medici, andrebbe trasferito in un "ambito residenziale protetto", in un "luogo di cura esterno", data la sua "patologia".

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