Italia e Estero

Kara-Murza alla Bbc, 'pensavo che sarei morto in carcere'

epa05981354 Russian democracy activist Vladmir Kara Murza (L) and Zimbabwean Civil rights activist Evan Mawarire (R) attend the 9th Oslo Freedom Forum press conference in Oslo, Norway, 22 May 2017. The Oslo Freedom Forum is a transformative annual conference where the worlds most engaging human rights advocates, artists, tech entrepreneurs, and world leaders meet to share their stories and brainstorm ways to expand freedom and unleash human potential across the globe. EPA/BERIT ROALD NORWAY OUT
epa05981354 Russian democracy activist Vladmir Kara Murza (L) and Zimbabwean Civil rights activist Evan Mawarire (R) attend the 9th Oslo Freedom Forum press conference in Oslo, Norway, 22 May 2017. The Oslo Freedom Forum is a transformative annual conference where the worlds most engaging human rights advocates, artists, tech entrepreneurs, and world leaders meet to share their stories and brainstorm ways to expand freedom and unleash human potential across the globe. EPA/BERIT ROALD NORWAY OUT
AA

ROMA, 05 AGO - "Ero assolutamente certo che sarei morto nella prigione di Putin". Lo afferma, in una lunga intervista alla Bbc, il dissidente russo Vladimir Kara-Murza, dopo il suo rilascio a sorpresa nel più grande scambio di prigionieri tra Usa e Mosca dai tempi della Guerra Fredda. L'oppositore è ancora scosso dal suo improvviso trasferimento da un carcere di massima sicurezza in Siberia all'esilio forzato, dopo più di due anni dietro le sbarre. "È surreale, come se stessi guardando un film", dice dopo essersi riunito alla famiglia che non vedeva dal suo arresto a Mosca nell'aprile 2022. Kara-Murza era stato riconosciuto colpevole di tradimento e condannato a 25 anni per le persistenti critiche a Vladimir Putin e all'invasione dell'Ucraina. Ha trascorso gli ultimi 11 mesi in ;;isolamento, costringendolo a ripiegare il letto ogni mattina alle 5:00 e ricevendo carta e penna solo per circa un'ora ogni giorno. "È così facile impazzire. Perdi il senso del tempo, dello spazio. Davvero tutto", rivela in una delle sue prime interviste dal rilascio. "Non fai nulla, non parli con nessuno, non vai da nessuna parte. Giorno, dopo giorno, dopo giorno". Durante la prigionia, gli sono state negate le telefonate a casa e gli è stato permesso di parlare con i figli solo due volte in più di due anni. Quando sono iniziate a circolare voci di uno scambio imminente, gli stessi prigionieri non ci credevano. Anzi, alla vista delle guardie nella sua cella, Kara-Murza ha pensato che lo avrebbero portato fuori per fucilarlo. Invece, è stato liberato ed è arrivato in Germania con gli unici abiti civili che possedeva: mutandoni e maglietta neri e le infradito che usava per la doccia in prigione. Alla Bbc ha ribadito che continuerà a condannare la guerra all'Ucraina.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Argomenti