Il trend è altalenante, in Italia altri 619 decessi in 24 ore

È un trend altalenante. Una curva che ogni giorno rivela la triste conta dei morti. Messo da parte l'ottimismo della prima ora, figlio dei dati che lentamente sembrano invertire la rotta, l'Italia sfonda il muro dei 100mila malati, con altri 619 decessi in 24 ore. L'unico segnale positivo arriva dai numeri della terapia intensiva, in discesa per l'ottavo giorno consecutivo.
LE REGIONI
La situazione più delicata, come ormai da oltre un mese, è quella della Lombardia che, davanti all'ennesimo aumento di morti e contagiati, decide di confermare le misure restrittive e allungare la quarantena per i positivi fino al 3 maggio. E niente riapertura di librerie e cartolerie come previsto dal dpcm firmato ieri dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte.
Una misura che con ogni probabilità sarà adottata anche da altre regioni, come il Piemonte, che oggi ha registrato un balzo di 594 malati e 101 vittime in più. Nel Lazio, invece, l'accesso alle librerie sarà consentito esclusivamente indossando guanti e mascherina.RESTATE A CASA
E rispetto all'ipotesi di una imminente Fase 2, è lo stesso commissario Domenico Arcuri a spegnere gli entusiasmi. «Se sbagliamo il momento della graduale uscita dall'emergenza - ha avvertito - continueremo a correre il rischio di diffusione del contagio, ma con danni ancora più pesanti». Proprio per questo ha voluto aprire la sua conferenza stampa con un accorato appello agli italiani. «Non fate sciocchezze, usate il cervello - ha detto -, continuate a seguire le prescrizioni e non uscite di casa».
«Non abbiamo sconfitto il virus - gli fa eco il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli -, bisogna continuare a tenere i comportamenti richiesti. Anche in Lombardia siamo sulla strada giusta per contenere il virus». Parole che arrivano dopo l'annuncio dell'assessore regionale, Giulio Gallera, sul raddoppio dei contagi nella provincia di Milano. «Non è assolutamente finita, non dobbiamo abbassare in nessun modo la guardia - ha rimarcato -. Non dobbiamo pensare che il peggio sia passato perché i dati non sono stabili».
LO SCONTRO POLITICO
E intanto, proprio la Lombardia apre lo scontro con il governo, prima sul dpcm e poi sulla cassa integrazione. Il governatore, Attilio Fontana, in mattinata annuncia l'anticipo della cig per un milione di lombardi spiegando che «se lo Stato non c'è, garantiamo noi». Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, replica a stretto giro sostenendo che «non sono arrivate all'Inps richieste dalla Regione Lombardia» e bollando come «infondate» le polemiche del governatore.
Un altro fronte caldo è quello aperto dal Veneto. Il presidente Luca Zaia ha affermato che «dopo il Dpcm si va a conclamare che il lockdown non esiste più, parlare di misure restrittive non ha più senso. Io programmo sapendo che non c'è il lockdown e mi concentro sulla protezione dei cittadini. Il tema degli assembramenti e dell'isolamento fiduciario non esiste più. La strategia cambia», spiega il governatore, che è già al lavoro su un'ordinanza incentrata essenzialmente sui dpi.
LA FASE 2
In attesa di novità sul fronte scientifico per la ricerca sul vaccino, «l'unica soluzione alla drammatica emergenza» - come ha spiegato Arcuri - qualcosa si sta muovendo anche in vista della delicata Fase 2, seppur con particolare cautela. I fronti sui quali il governo è al lavoro sono tre e riguardano la creazione di ospedali covid dedicati ai malati di coronavirus (come il Celio di Roma), l'implementazione di un'app per il «contact tracing» (che molte regioni stanno già sperimentando in maniera autonoma) e la consegna di kit per la mappatura sierologica. «La fine della guerra - ha comunque avvertito il commissario - è ancora lontana».
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