Italia e Estero

I gesuiti con le vittime di Rupnik, 'mancato ascolto'

epa05175382 A handout image released by L'Osservatore Romano of Slovenian artist Marko Ivan Rupnik during his meditation in Paul VI Hall, in the occasion of the day of the Jubilee of Mercy for the Roman Curia, Vatican City, 22 February 2016. Pope Francis walked through the Holy Door at St. Peter's Basilica together with employees of the Roman Curia, as he celebrated the Feast of the Chair of Peter and the Jubilee of Mercy for the Roman Curia, the Vatican's central administrative body. EPA/OSSERVATORE ROMANO / HANDOUT
epa05175382 A handout image released by L'Osservatore Romano of Slovenian artist Marko Ivan Rupnik during his meditation in Paul VI Hall, in the occasion of the day of the Jubilee of Mercy for the Roman Curia, Vatican City, 22 February 2016. Pope Francis walked through the Holy Door at St. Peter's Basilica together with employees of the Roman Curia, as he celebrated the Feast of the Chair of Peter and the Jubilee of Mercy for the Roman Curia, the Vatican's central administrative body. EPA/OSSERVATORE ROMANO / HANDOUT
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ROMA, 26 MAR - Mentre la Dottrina della Fede con il suo prefetto, il cardinale Victor Manuel Fernandez, è ancora alla ricerca di giudici disponibili a prendere parte al processo per abusi contro il sacerdote sloveno Marko Rupnik, ormai espulso dai Gesuiti, e con la fase istruttoria interamente conclusa, la stessa Compagnia di Gesù, nella persona del delegato del Generale, padre Johan Verschueren, fa un importante passo, e inviando per la prima volta ieri una lettera alle vittime, manifesta l'intento di avviare insieme a loro un percorso di riparazione, "orientato alla guarigione delle ferite" causate "dall'operato di Marko Rupnik". La Compagnia di Gesù, ha reso noto oggi Laura Sgrò, avvocato di 5 vittime di abusi da parte di Rupnik, ha rappresentato loro di non sentirsi "a suo agio" per l'attuale situazione, consapevole che "alle violenze subite allora, si è aggiunta la sofferenza per la mancanza di ascolto e di giustizia per lunghi anni". I Gesuiti esprimono anche alle vittime di Rupnik "fiducia che un processo di guarigione e di riconciliazione interiore sia possibile, a condizione che ci sia anche da parte nostra un percorso di verità e di riconoscimento".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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