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González ai venezuelani in piazza a Madrid, 'non vi deluderemo'

epa11596906 People take part in a protest in Madrid, Spain, 10 September 2024, to call for the victory of Venezuelan opposition presidential candidate Edmundo Gonzalez Urruti in the elections of 28 July, which are the subject of allegations of fraud. Edmundo Gonzalez left the country on 08 September to seek asylum in Spain. EPA/RODRIGO JIMENEZ
epa11596906 People take part in a protest in Madrid, Spain, 10 September 2024, to call for the victory of Venezuelan opposition presidential candidate Edmundo Gonzalez Urruti in the elections of 28 July, which are the subject of allegations of fraud. Edmundo Gonzalez left the country on 08 September to seek asylum in Spain. EPA/RODRIGO JIMENEZ
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MADRID, 10 SET - "Compatrioti, non perdetevi d'animo e non vi deluderemo", è il messaggio rivolto dal candidato presidente del Venezuela Edmundo González Urrutia ai centinaia di concittadini radunatisi a Madrid davanti alla sede del Congresso dei deputati spagnolo, riunito intanto per l'esame di una proposta per il riconoscimento della sua vittoria alle elezioni dello scorso 28 luglio. A leggerlo è stata la figlia, Carolina González López, presentatasi in piazza dopo aver assistito al dibattito in Aula assieme ad altri esponenti dell'opposizione venezuelana, tra i quali Leopoldo López e Antonio Ledezma. "La volontà del popolo venezuelano espressa il 28 luglio dev'essere rispettata e sarà rispettata", ha aggiunto Carolina González, da 10 anni residente in Spagna, leggendo le parole del padre, giunto invece domenica a Madrid, dove ha richiesto asilo. "Io e María Corina Machado continueremo la lotta iniziata fino a raggiungere gli obiettivi previsti", è la promessa del candidato oppositore nel suo messaggio. Sono in tanti ad aver risposto alla convocazione lanciata sui social dalla stessa Machado, leader dell'opposizione costretta a suo tempo a rinunciare alla candidatura presidenziale. Tra i presenti ci sono venezuelani di tutte le età, alcuni da molti anni residenti in Spagna, altri arrivati di recente per l'aggravarsi della crisi politica, economica e sociale del Paese negli ultimi anni. "Speriamo che il Congresso spagnolo riconosca il nostro presidente", dicono Annie e Alejandra, due venezuelane di 24 anni che da cinque hanno lasciato il loro Paese. "Siamo state costrette a partire, non potevamo resistere con un salario minimo di dieci dollari al mese". "Io ho vissuto in dittatura da quando sono nata, un anno dopo l'arrivo di Hugo Chavez al potere, e sono scappata dalla repressione di Nicolás Maduro", aggiunge Annie. "Spagna, ascolta la nostra lotta", scandisce intanto la folla mentre molti dei presenti sono sintonizzati attraverso i cellulari con la diretta del dibattito al Congresso. L'iniziativa per il riconoscimento di González vede a favore Partito Popolare e altre formazioni dell'opposizione, mentre il governo, in consonanza con la posizione dell'Unione Europea, ha ribadito che non riconoscerà nessun vincitore finché non saranno pubblicati i verbali elettorali. "Non si possono ingannare i venezuelani facendo credere che il semplice riconoscimento di González come vincitore basti a far sparire per magia il signor Maduro", ha detto in Aula la presidente del Partito Socialista, Cristina Narbona. Ma in piazza il clima è di attesa e rivendicazione. "Se il governo spagnolo volesse, potrebbe spingere l'Unione Europea a riconoscere González", dice Verónica, 52enne stabilitasi a Madrid da sette anni con la famiglia. Accanto a Carolina González, anche l'ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma lancia un messaggio di incitamento alla resistenza: "Cominciamo da Madrid una nuova fase di riconoscimento del nostro presidente in tutta l'Europa".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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