Fondi Hamas, difesa 'scarcerato Al Salahat, errori su intercettazioni'

FIRENZE, 19 GEN - Scarcerato dal tribunale del riesame di Genova Rahed Al Salahat, 48 anni, dipendente dell'Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese, che il 27 dicembre 2025 fu arrestato a Firenze per l'inchiesta della Dda di Genova sui fondi a Hamas. Il difensore, avvocato Samuele Zucchini, aveva fatto ricorso rilevando anche errori e criticità dell'ordinanza e nelle trascrizioni dagli audio delle intercettazioni. "Ci sono incomprensioni sui nomi trapelati nelle intercettazioni. Sono citate persone diverse, ci sono errori nelle interpretazioni dei brogliacci delle intercettazioni telefoniche", spiega il difensore. In un caso, riferisce l'avvocato Zucchini, "un nome fatto captando al telefono Al Salahat viene equivocato con quello di un ministro di Hamas mentre, invece, si faceva riferimento ad uno stretto collaboratore del mio assistito" per attività di giornalismo e informazione che Al Salahat fa sulla crisi di Gaza; in un altro caso pare che il referente europeo di Hamas, Majer Al Zeer, indichi in una telefonata dell'11 settembre 2024 ad Al Salahat se voglia o meno avvisare direttamente su una questione Abu Al Abed, nomignolo con cui era comunemente conosciuto il capo di Hamas dal 2017 Ismail Haniyeh, che era stato ucciso due mesi prima, il 31 luglio 2024 a Teheran: anche qui ci sarebbe un equivoco su un nome detto al telefono. Anziché di Abu Al Abed, si desume, nella conversazione in arabo sarebbe stato fatto un altro nome. "Tutte le informazioni provenute dall'attività di intelligence di Israele non entreranno nel processo - commenta l'avvocato Zucchini -, lo darei quasi per scontato rispetto a quanto emerso al Riesame di Genova", "emerge un aspetto, un principio importante, che vale non solo per i coinvolti in questa inchiesta ma vale anche per tutti i cittadini italiani, i quali non possono essere sottoposti a verifiche dei Servizi segreti di Paesi stranieri, tanto meno di Israele", ossia "il materiale di intelligence di Stati esteri non è idoneo a entrare in un processo" in Italia. Infine sarebbe indimostrata, secondo la difesa, che Al Salahat avesse un ruolo apicale nel board della Pec, la conferenza dei Palestinesi in Europa.
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