Etna: Branca (Ingv), fronte lavico è fermo e in raffreddamento

CATANIA, 07 GEN - "Il fronte della colata è fermo a quota 1.360 metri di quota ed è in raffreddamento, così come tutta la porzione a monte del campo lavico. Fino a dove c'è visibilità non si vedono flussi in avanzamento, quindi bisognerà verificare a questo punto con i dati satellitari se ancora c'è attività nella porzione più alta in corrispondenza delle bocche effusive però. E l'area frontale attualmente è tutto in raffreddamento". Così il direttore del dipartimento Vulcani dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Stefano Branca, dopo un sopralluogo sul fronte avanzato dell'Etna. Il dato è confermato anche da una nota dell'Ingv-Osservatorio di Catania che sottolinea come, a causa di condizioni meteorologiche avverse, al momento non è possibile definire lo stato di attività alle bocche, ma il personale non ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale, suggerendo che l'attività esplosiva alla Voragine possa essersi conclusa. Dal punto di vista sismico l'ampiezza del tremore vulcanico, dato che segnala l'energia di risalita del magma nei condotti interni dell'Etna, permane nell'intervallo dei valori medi. Le reti Gnss-Hf e clinometrica non mostrano variazioni significative. Nonostante l'apparente tregua concessa dal vulcano attivo più alto d'Europa, l'allerta per l'aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma l'attuale attività dell'Etna non impatta sull'operatività dell'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
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