Esperti, 'a Niscemi rischio residuo elevato'

NISCEMI, 21 APR - "Nonostante la ridefinizione della zona di rispetto nel centro abitato, il quadro complessivo del sistema franoso permane in uno stato di instabilità evolutiva, con un rischio residuo elevato per l'intero corpo di frana. Si raccomanda pertanto di adottare un approccio integrato per la gestione del rischio residuo che combini misure di Protezione civile, monitoraggio strumentale continuo, delocalizzazioni e interventi di mitigazione strutturale, al fine di ridurre progressivamente l'esposizione al rischio del centro abitato e delle infrastrutture". E' quanto si legge nel terzo rapporto sul monitoraggio sulla frana di Niscemi redatto per conto della Protezione civile nazionale dal gruppo di lavoro di esperti guidati dal professore Nicola Casagli. "Allo stato attuale - osservano gli esperti - i risultati ottenuti rappresentano un quadro conoscitivo tecnicamente coerente, ma da considerarsi preliminare, in quanto basato sulle conoscenze disponibili fino alla data del presente rapporto. La complessità del fenomeno e la sua evoluzione nel breve termine rendono necessario proseguire con ulteriori indagini e monitoraggi, al fine di ricostruire in dettaglio i meccanismi di movimento delle frane, di controllare la loro evoluzione spazio-temporale, ricostruire le cause predisponenti e innescanti degli eventi e aggiornare progressivamente il modello interpretativo del dissesto". "Le analisi condotte - sottolineano - confermano che, a causa delle dimensioni del sistema franoso, della profondità delle superfici di scivolamento e delle caratteristiche geologiche dei terreni coinvolti, non è tecnicamente possibile conseguire una stabilizzazione definitiva dell'intero versante mediante interventi strutturali estensivi. La gestione del dissesto deve pertanto fondarsi su strategie di mitigazione del rischio e su un approccio adattivo, basato sul monitoraggio continuo e sul controllo dei principali fattori di instabilità, attraverso una combinazione equilibrata e progressiva di interventi strutturali e misure non strutturali di riduzione del rischio".
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