Lo hanno definito uno schiaffo all’Europa, il simbolo del fallimento Ue nel Mediterraneo, ma soprattutto la conferma delle scellerate politiche turche nei confronti delle donne. Una tesi supportata dall’uscita di Ankara dalla Convenzione di Istanbul e confortata da un presidente che ha fatto della discriminazione un vanto.
Così il sofagate ha infiammato europeisti, femministe, politologi e giornalisti. Raggiungendo, di conseguenza, il popolo sapiens del web che ha schierato leoni da tastiera e tigri da monitor e scatenato sui social una guerra all’ultimo commento del quale nessuno sentiva davvero il bisogno.




