Danneggiarono Cpr durante disordini, ridotta pena in appello

TRIESTE, 23 APR - Sono state ridotto le pene per quattro cittadini tunisini condannati in primo grado, con rito abbreviato, a 6 anni e 4 mesi per devastazione, danneggiamenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale commessi nel gennaio 2025 nel Cpr di Gradisca d'Isonzo dove erano rinchiusi. La Corte d'appello di Trieste ha ridotto le pene a 4 anni e un mese. Al termine di una serie di episodi di violenza e rivolte verificatisi nella struttura, la Procura di Gorizia identificò e denunciò le 4 persone - di età tra 21 e 33 anni - come responsabili dei disordini. Concluse le indagini, i quattro furono condannati. L'avvocata Marzia Como, di Gorizia, che difende un giovane di 27 anni, ha evidenziato che "si tratta dell'ennesima tragedia legata alla negazione dei diritti fondamentali dei trattenuti al Cpr. I non luoghi per eccellenza. Persino la Consulta l'anno scorso ha certificato quanto la condizione dei trattenuti sia la più lontana dai principi sanciti dalla Costituzione. Per questi motivi e per la tutela dei nostri assistiti, accogliamo con piacere la parziale riforma della sentenza della Corte, che evidentemente, ha ritenuto fondati i motivi di appello. Attendiamo di leggere le motivazioni per poi valutare l'eventuale ricorso per Cassazione". L'avvocato Luca Sebastiani, di Bologna che difende con Giovanni Casara del foro di Modena un uomo di 29 anni, se da un lato esprime "soddisfazione" per "la sensibile rideterminazione della pena operata dalla Corte d'appello", dall' altro è convinto che "la contestazione del gravissimo reato di devastazione sia sbagliata ed eccessiva rispetto a quanto accaduto quel giorno. Leggeremo le motivazioni ma presenteremo ricorso in Cassazione, ben consapevoli della validità delle nostre argomentazioni", ha concluso. Le altre due persone condannate hanno 21 anni (difeso dall'avv. Leonardo Arnau del foro di Padova) e 33 anni (difeso da Elisabetta Costa di Padova).
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