Italia e Estero

D'Amato (Az), 'prenotazioni fantasma per liste d'attesa nel Lazio'

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ROMA, 02 MAR - Un nuovo, strano fenomeno, starebbe emergendo nel Lazio: quello delle 'prenotazioni fantasma' per le liste d'attesa: alcuni cittadini raccontano di aver telefonato al Cup, il Centro unico di prenotazioni, avendo una regolare ricetta dal medico di base, e di aver ricevuto un appuntamento molto in là perchè, fa notare l'impiegato della Asl, quella prestazione era già stata fissata, ma poi il paziente aveva rinunciato, perdendo quindi la priorità. "Abbiamo ricevuto la segnalazione - racconta il consigliere regionale di Azione Alessio D'Amato - di una mamma che ha chiamato il numero del Cup con una ricetta firmata dal medico di base il 18 febbraio con priorità di 30 giorni. Le serve una visita dermatologica per il figlio: presenta nei atipici che vanno controllati . I primi appuntamenti disponibili sono a luglio oppure a gennaio 2027. Quando la donna ha chiesto chiarimenti, le è stato risposto che aveva già ottenuto un appuntamento per lo scorso 23 febbraio, ma aveva rifiutato perdendo la priorità. Un appuntamento che lei non le era mai stato proposto. È un meccanismo gravissimo che rischia di compromettere il diritto alle cure e ripulire le liste d'attesa. Chiedo al presidente della Regione Rocca di fare chiarezza, dare una risposta ai cittadini e nella massima trasparenza dire cosa sta avvennendo nella gestione delle liste d'attesa in questa Regione", conclude D'Amato, che ha presentato una interrogazione sulla questione. Un caso simile era stato denunciato nelle scorse settimane anche in Campania: la trasmissione Fuori dal coro aveva intervistato la madre di un 19enne con una grave patologia agli occhi che aveva ottenuto come prima data disponibile per un esame importante il 7 gennaio 2027, pur avendo telefonato al Centro di prenotazioni nel maggio 2025, rivolgendosi presso l'Asl di Ischia. La giustificazione addotta per una data così lontana è stata che la signora aveva rinunciato ad una prima visita propostale in data antecedente. Cosa che, a detta della madre del giovane, però non era mai avvenuta. Casi come questo, secondo la trasmissione, sono decine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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