Conte: «Nel programma del Movimento impegni per cittadini e imprese»

Il Movimento 5 Stelle è sugli scudi. Negli ultimi mesi i pentastellati hanno dovuto fare i conti con la scissione della componente di Di Maio e con le ripercussioni della caduta del governo Draghi e la conseguente rottura con il Partito democratico. Ma dopo la selezione della nuova classe dirigente con le Parlamentarie, il presidente del Movimento Giuseppe Conte ha iniziato il suo tour per l’Italia puntando su molti dei temi che hanno caratterizzato da sempre l’azione politica pentastellata.
Giuseppe Conte, la vostra campagna elettorale partita un po’ in sordina sembra essere decollata. Che bilancio ne fa a pochi giorni dal voto?
In realtà ho sempre percepito l’affetto e la fiducia degli italiani. E questo fin dai primi giorni, quando in tanti hanno compreso che siamo l’unica forza politica in grado di difendere i cittadini e le imprese, che mette al primo posto le persone e non il proprio interesse. Abbiamo posto dei temi che riguardano la vita reale dei cittadini: il sostegno per le persone in difficoltà e la crescita del nostro Paese, una vera e virtuosa transizione ecologica insieme alla difesa delle legalità e alla lotta a ogni forma di criminalità. Siamo una forza seria e credibile. E i numeri in crescita dei sondaggi sono solo lo specchio di ciò che registro ogni giorno nelle piazze e per le strade d’Italia. L’entusiasmo è fortissimo e sono fiducioso che otterremo un ampio sostegno dagli italiani.
È molto alta la percentuale di chi non sa cosa votare o addirittura se votare. Come si convince questa parte di elettorato?
L’astensionismo mi preoccupa e tanto. Gli indecisi si convincono proponendo un progetto politico chiaro, senza contraddizioni. Le altre forze politiche, in questo senso, non stanno dando un grande spettacolo. Penso ad esempio al centrodestra: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno tre proposte diverse sul tema della cosiddetta flat tax, Salvini e Meloni la pensano diversamente su immunità parlamentare e scostamento di bilancio, senza contare che appartengono a tre diverse forze politiche nel Parlamento europeo, a conferma di come, anche in politica estera, ognuno vada per conto proprio. Se andranno a Palazzo Chigi queste differenze saranno un grosso problema, a danno degli italiani. Dall’altra parte, poi, il caos non è da meno: penso a Enrico Letta che ha rotto con noi facendo saltare il fronte progressista e buttando alle ortiche le cose buone fatte, per provare ad allearsi con Calenda e gli ex di Forza Italia prima e con la sinistra e i Verdi poi. Ecco, sono proprio questi atteggiamenti contraddittori ad allontanare le persone dalle urne. Noi, invece, abbiamo un programma chiaro e andiamo da soli: chi vota per il Movimento sa che sta votando solo per noi.
Avete mantenuto fede alla regola del doppio mandato perdendo di fatto una parte della classe dirigente. Non teme che il rischio sia quello di ripartire da zero con i nuovi eletti, magari ripetendo anche alcune ingenuità commesse dal M5s degli inizi?
Se siamo una forza credibile è anche grazie a chi ha fatto un passo indietro per rispettare questa regola che ci siamo dati e oggi continua a dare il suo contributo, al Movimento e al Paese, in modo disinteressato. Noi non intendiamo disperdere il patrimonio di competenze politiche e tecniche accumulate in questi anni, anzi. Infine mi lasci ricordare che il Movimento ha subìto un importante processo di maturazione in questi anni, anche grazie all’esperienza di governo; oggi abbiamo un nuovo Statuto, una Carta dei valori e dei principi, un Consiglio nazionale e siamo più strutturati sui territori.
Se tornasse a Palazzo Chigi, nei primi 100 giorni cosa farebbe?
La prima urgenza sarebbe far fronte all’aumento delle bollette e del costo della vita. Siamo stati i primi, già all’inizio di quest’anno, a chiedere interventi immediati, quando invece tutti pensavano all’acquisto di nuovi armamenti. Su questo purtroppo dal precedente governo è mancato coraggio, determinazione, tempismo. E poi subito taglio dell’Irap e semplificazione del fisco per sostenere il tessuto imprenditoriale lombardo. E poi cos’altro? Dobbiamo ristrutturare il mercato del lavoro: questo significa approvare il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo legale, con una soglia minima di 9 euro l’ora lorde. E poi incentivare contratti a tempo indeterminato per combattere il precariato selvaggio.
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Siete stati in maggioranza nell’arco di tutta l’ultima Legislatura e con tre esecutivi differenti, due dei quali guidati da lei. Come lo spiega agli elettori?
Agli elettori dico che la stella polare della nostra azione politica è sempre stata il rispetto degli impegni presi in campagna elettorale nel 2018 con i cittadini. Anche per questo il Movimento è una forza credibile e io posso girare piazze e strade guardando i cittadini negli occhi. Nel Conte I siamo riusciti a far votare alla Lega Reddito di cittadinanza, Spazzacorrotti, decreto dignità. Poi quel governo è caduto per responsabilità di Salvini e del suo Papete, come tutti sanno. Il Conte II partiva su presupposti diversi, cioè su una maggiore sintonia con gli alleati. E in effetti per mesi abbiamo lavorato molto bene, riuscendo anche a portare a casa 209 miliardi per l’Italia dall’Europa.
Si discute molto del posizionamento euroatlantico dell’Italia. In passato il M5s è stato marcatamente euroscettico, più di recente avete criticato l’invio di armi all’Ucraina, in questi anni c’è chi ha contestato una vostra vicinanza a Pechino con le visite di Grillo all’ambasciata cinese. Quale è il vostro posizionamento in politica internazionale?
Nessuna ambiguità e nessun dubbio. La nostra posizione in politica estera è convintamente euro-atlantica. Ma crediamo che sia in Europa che nella Nato dobbiamo esserci in condizione di parità con tutti gli altri partner, praticando quello spirito critico necessario per fare gli interessi del nostro Paese. Sulla guerra in Ucraina fin dal primo giorno abbiamo condannato l’aggressione russa senza se e senza ma. E non abbiamo certamente cambiato idea. Riteniamo, però, che la strada che porta alla pace non passi dalle armi, ma da un serio, costante e intenso impegno diplomatico.
Il reddito di cittadinanza è uno dei vostri provvedimenti bandiera. In questi anni qualcosa non ha funzionato soprattutto per ciò che riguarda le politiche attive per il lavoro. Tra i vostri avversari c’è chi voleva fare un referendum per abolirlo e chi lo ha definito assistenzialismo di Stato. Cosa replica e cosa si può migliorare?
Questa guerra ai poveri è indecente, specie se fatta da politici che guadagnano 500 euro al giorno. Con la povertà non si scherza, specie in periodi difficili come questi. Lo Stato deve dare una mano a chi è in difficoltà e questo non è certo assistenzialismo. Difenderemo il reddito da chi, come la Meloni e Renzi, vorrebbe cancellarlo. E lo miglioreremo, perfezionando le politiche attive del lavoro e l’incrocio tra domanda e offerta.
Il Movimento 5 Stelle con chi potrebbe allearsi per un futuro governo?
Non faremo mai un Governo con Giorgia Meloni e non riapriremo alcun dialogo con questi vertici Pd. E visto che si parla tanto di nuovo governo di larghe intese, posso già dire che noi non ci saremo.
Immagina la ripresa del dialogo con il Pd e con il resto del centrosinistra dopo il voto, alla luce delle prossime scadenze elettorali, a partire dalle Regionali in Lombardia?
Con questa dirigenza del Pd è impossibile pensare a un’alleanza. Ci hanno insultato e hanno rotto il progetto del fronte progressista solo perché abbiamo osato porre a Draghi delle questioni nell’interesse dei cittadini. Una scelta incomprensibile.
Cosa si sente di dire a tutti i 18enni chiamati per la prima volta a votare?
Di andare a votare e non perdere questa occasione, perché se non decideranno, se non sceglieranno, ci sarà qualcun altro che lo farà al loro posto. Da questo voto dipende l’Italia di domani: penso ai programmi di alcune forze politiche, ad esempio la Lega che vuole ripristinare il servizio militare o Fratelli d’Italia che mette in discussione la legge sull’aborto, per non parlare della scarsa attenzione all’ambiente delle altre forze politiche nonché delle ipotesi di nuovi inceneritori e centrali nucleari. I giovani possono scegliere se stare dalla loro parte o dalla parte giusta.
Perché gli elettori bresciani il 25 settembre dovrebbero scegliere il Movimento 5 Stelle?
Il Movimento Cinque Stelle ha dimostrato – e il Superbonus ne è un esempio – di saper lavorare a sostegno delle imprese. Siamo stati noi, con quella misura, a favorire la crescita del comparto dell’edilizia e siamo stati sempre noi a sbloccare i crediti incagliati, con una coraggiosa battaglia in Parlamento, ridando ossigeno a quelle 40mila imprese che si erano fidate dello Stato e che sono state ostacolate dal governo dei cosiddetti «migliori».
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