Italia e Estero

Carabinieri, 'commistione tra le versioni dei Poggi e il fronte Sempio'

MILANO, 08 MAG - Da intercettazioni tra i genitori e il fratello di Chiara Poggi "emerge chiaramente come vi sia certamente una commistione tra le versioni della famiglia Poggi e quelle indotte dal fronte Sempio", rappresentato anche dall'avvocata Angela Taccia. Ovvero una "situazione di anomalia nell'intreccio tra indagato e famiglia Poggi". Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano in una parte dell'annotazione finale della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, nella quale riportano quegli ascolti effettuati su Giuseppe e Marco Sempio e su Rita Preda, mamma di Chiara Poggi, e anche le testimonianze del fratello della vittima e dei suoi amici della 'vecchia' comitiva. Si tratta dei passaggi dell'informativa in cui gli investigatori segnalano una "modificazione" delle testimonianze rese da Marco Poggi nel verbale del 20 maggio 2025 rispetto a quelle rese "nell'arco di 18 anni e confermate fino a due mesi prima". E parlano del suo "atteggiamento oppositivo" e della sua "difesa d'ufficio di Andrea Sempio". Dal verbale viene fuori lo 'scontro' tra gli investigatori e il fratello della vittima. Quando, ad esempio, gli fanno presente che l'inchiesta è stata riaperta "in seguito a una perizia" sulla "presenza del Dna di Sempio", Marco Poggi dice: "Questo però non è vero, scusi (...) non è una perizia". E ancora: "Perché voi ipotizzate che l'assassino sia andato fino a quel gradino?" (...) Io vi dico per me non c'entra, non c'entra niente (...) io più che dirvi che c'è la possibilità che andavamo in cantina, che siamo andati in cantina non so". Secondo i carabinieri, il giovane "prosegue fino al punto di accusare i propri interlocutori di volerlo manipolare". Mentre lui ribadisce: "Ripeto, per quello che ho vissuto (...) tra Sempio Andrea e mia sorella non c'era alcun contatto". Il verbale va avanti su questa falsariga, mentre gli investigatori, si legge, sono convinti anche che Marco Poggi avrebbe visto, assieme all'amico Andrea, un video intimo della sorella e di Alberto Stasi. E scrivono che pure "gli inquirenti dell'epoca" ne erano "pienamente consapevoli" e che il "dubbio" lo avrebbero avuto anche "i genitori".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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