Italia e Estero

Appello degli studenti iraniani ad Ancona, 'non è protesta, ma rivoluzione'

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ANCONA, 15 GEN - "Non siamo in una protesta, siamo in una rivoluzione. Spero che le persone lo capiscano e ci supportino". Parla con la voce decisa, ma tremante, uno studente iraniano iscritto all'Università politecnica delle Marche (Univpm) di Ancona. Insieme a un gruppo di studenti iraniani - sono circa 100 quelli iscritti all'ateneo dorico - ha appena incontrato in Comune l'assessore comunale all'Università, Marco Battino, per raccontare le paure di queste giornate e per lanciare un appello all'Università e al Comune per "farsi portavoce presso il governo centrale e le istituzioni europee, affinché non restino indifferenti a questo massacro". "Internet è completamente bloccato e da giorni non sappiamo niente di parenti e amici - racconta lo studente all'ANSA - Per favore, ditelo, c'è una differenza enorme tra la repubblica islamica e il popolo iraniano. Sono state uccise migliaia di persone, non sono numeri. Se credete nella democrazia e nella libertà, davvero, siate la voce di questa rivoluzione". Durante l'incontro, il gruppo di studenti iraniani ha sottolineato anche come sia difficile reperire la documentazione per avere le borse di studio e al termine ha diffuso una lettera - firmata dagli studenti dell'Università politecnica delle Marche e comunità iraniana di Ancona - rivolta al Comune di Ancona nel quale si chiede di "esprimere solidarietà" usando "i canali istituzionali e mediatici del Comune per informare i cittadini su quanto sta accadendo e rompendo il muro di silenzio imposto dal blackout tecnologico in Iran".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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