Italia e Estero

A don Luigi Ciotti il premio nazionale Persona Fraterna 2024

Don Ciotti durante la manifestazione alle Fosse Ardeatine, Staffetta Antifascista in bicicletta in ricordo delle staffette partigiane nella lotta di liberazione, Roma, 24 marzo 2024. ANSA/ANGELO CARCONI
Don Ciotti durante la manifestazione alle Fosse Ardeatine, Staffetta Antifascista in bicicletta in ricordo delle staffette partigiane nella lotta di liberazione, Roma, 24 marzo 2024. ANSA/ANGELO CARCONI
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TORTOLÌ, 17 AGO - Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, che da anni porta avanti la sua battaglia e il suo impegno concreto contro tutte le mafie, riceverà il premio nazionale Persona Fraterna 2024 direttamente dal vescovo della diocesi di Nuoro-Ogliastra, monsignor Antonello Mura Appuntamento domani all'Anfiteatro Caritas di Tortolì per la quarta giornata della Pastorale del Turismo della Diocesi di Lanusei e di Nuoro con racconti, riflessioni e testimonianze di vita a partire dalle 21. Alle 21.30, per il cortometraggio Camineras, a cura di Vincenzo Ligios, Virginia Nardelli presenta "Su Caracolu". A salire sul palco, sarà poi don Luigi Ciotti, intervistato dal giornalista Giacomo Mameli. Il creatore di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" offrirà la sua personale testimonianza di vita e di fede, le ragioni profonde del suo operato. Gli intermezzi musicali sono affidati a Livia Ledda (voce) e Giovanni Sechi (pianoforte). L'ingresso è libero. "Dieci anni fa la Pastorale del turismo appariva una velleità. Per questo suscitava spontaneamente diffidenza e sospetti. Che non sono scomparsi del tutto - dice monsignor Mura - In Ogliastra, in quella fase, mettere insieme turismo e pastorale era un'operazione azzardata, e la Chiesa fu l'unica, allora, ad avviare un dialogo con le organizzazioni locali e con gli enti turistici, ottenendo almeno un plauso di circostanza, ma nessun atto concreto. Dopo dieci anni dire Pastorale del turismo non è più un tabù. Il decimo anno ha un titolo che sembra una promessa, un compito: 'Avere cuore'. L'anno è quello giusto per dirci che senza passione non si costruisce nulla, nella Chiesa come nella società. Avere cuore diventa un dovere per chi evita di rimanere alla finestra e sceglie invece di scendere in campo. Per questo tanti temi dell'edizione 2024 inviteranno a rendersi conto della realtà e a coinvolgersi direttamente per cambiarla in meglio".

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