In poche parole

Quando la panchina (non) è donna

Cinzia Zanotti avrebbe potuto essere la prima donna in Europa a guidare un club che compete nella massima serie di basket
Cinzia Zanotti © www.giornaledibrescia.it
Cinzia Zanotti © www.giornaledibrescia.it
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Una suggestione durata solamente lo spazio di una notte: Cinzia Zanotti avrebbe potuto essere la prima donna in Europa a guidare un club che compete nella massima serie di basket. Maschile. Non lo sarà, perché ha declinato la proposta di Mauro Ferrari. Un rifiuto a questa «pazza idea» della Germani che Zanotti ha spiegato in più interviste, quasi a doversi giustificare per non aver colto un grande opportunità.

Su tutte, forse, quella di compiere il primo passo verso la normalizzazione delle allenatrici alla guida di squadre maschili: un traguardo ancora lontano, nell’epoca in cui sono invece quasi ossessivi i dibattiti e le attenzioni sulle desinenze delle parole.

Chiariamo: una cosa non esclude l’altra, anzi. Ma la realtà è che se il cambiamento culturale verso la parità di genere passa necessariamente anche dal linguaggio, dobbiamo porci come traguardo da raggiungere pure quello di non considerare una velleità quella di mettere una donna alla guida di una squadra maschile d’alto rango.

Del resto, qualcuno ha mai alzato il sopracciglio per l’oro olimpico vinto da Julio Velasco con le ragazze del volley?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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