La cena a turni: se la pizzeria diventa una caserma

Sono pizzerie, caserme o mense? È la domanda che mi è passata per la testa quando, alla ricerca di un posto per festeggiare una ricorrenza familiare, mi sono sentita rispondere che posto ce n’era per 8, ma solo alle 19 o alle 21 (ma che orari sono?).
E così non da uno, ma da ben tre locali e non di grido (poi ho chiamato la solita fidata pizzeria che non applica questo sistema e ho risolto). Ora mi chiedo: e chi esce dal lavoro alle 19.30? E chi volesse mangiare alle 20? O festeggiare alle 20.30?
Alle 18 i miei nonni avevano già cenato, ma i tempi cambiano e, il sabato sera soprattutto, le 19 è un pochino presto; non solo per chi ha figli sedersi a tavola alle 21 è decisamente tardi (si rischia di essere addentati dal minore affamato, magari reduce da una partita di calcio). Per non parlare di chi ama mangiare con calma e, magari, vuole pure il dolce, il caffè e l’amaro e si trova alle 20.45 a dover alzarsi dal tavolo col boccone in gola.
Dov’è finita l’ospitalità? Capisco l’esigenza di organizzare al meglio il servizio e gestire i flussi in maniera razionale traendo il massimo profitto dal numero di coperti, ma mi pare si stia esagerando. Non accontenterebbe tutti lasciare alcuni tavoli a chi vuole cenare alle 20 - 20.30?
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