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Comunicato Stampa: ViviBook aggiunge libri in Arabo, Hindi, Giapponese e Coreano: ora parla con 3 miliardi di lettori

Silicon Valley, 18.05.2026 – Il mercato editoriale globale contaoltre 7 miliardi di potenziali lettori, ma la grande maggioranza delle piattaforme di lettura digitale continua a operare in un numero ristretto di lingue.Arabo, hindi, giapponese e coreanorappresentano quattro dellecomunità linguistiche più numerose al mondo, eppure rimangono sistematicamente sottorappresentate nell’offerta editoriale digitale. ViviBook ha deciso di cambiare questa logica.

Esce oggi perViviBookil pacchetto multilingua che porta lapiattaforma a supportare 11 lingue: alle 7 già attive, italiano, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese e turco, si aggiungono arabo, hindi, giapponese e coreano. Un aggiornamento che non è solo tecnico: è una dichiarazione di intenti su dove ViviBook vuoleportare l’editoria generativa nei prossimi anni.

«C’è qualcosa di coerente nel fatto che una piattaforma nata per abbattere i limiti dell’editoria tradizionale decida di abbattere anche i limiti linguistici» spiega Giacomo Bruno , fondatore di ViviBook. «Bruno Editore ha sempre lavorato con la stessa logica: rendere accessibile ciò che era riservato a pochi. Prima l’ebook in Italia, nel 2002. Poi la pubblicazione per oltre 1.200 autori. Ora ViviBook, che porta questa visione a scala planetaria. Le nuove lingue non sono un dettaglio tecnico: sono il passo successivo di un percorso che dura da vent’anni.»

Come precisa lo stesso fondatore, il pacchetto multilingua è il risultato dimesi di lavoro sull’architettura AI proprietaria di ViviBook, sviluppata dal team diViviMedia Corpcon sede negli Stati Uniti. La sfida tecnica non era solo la traduzione: le nuove lingue richiedevano interventi profondi sul motore narrativo, sul sistema di coerenza dei personaggi e sull’interfaccia utente, con particolare attenzione all’arabo, che si legge da destra verso sinistra, e ai sistemi di scrittura non latini di giapponese e coreano. Il risultato è un’esperienza nativa, non una versione adattata.

«Il nostro motore AI genera storie che rispettano le convenzioni narrative di ogni cultura, non solo la grammatica» afferma Davide Mitscheunig , CEO e CoFounder di ViviBook. «Per il giapponese abbiamo lavorato sulla struttura narrativa, per l’arabo abbiamo integrato le dinamiche della narrazione orale tradizionale. Non ci siamo limitati a tradurre: abbiamo localizzato il racconto. Questa è la differenza tra un prodotto globale e un prodotto veramente internazionale.»

Il lancio avviene in un momento di forte crescita per la piattaforma.ViviBook ha superato gli 80.000 utenti attivi in 160 Paesinei suoi primi mesi di vita e ha chiuso il primo round di investimento a unavalutazione di 7 milioni di dollari.Con le nuove lingue, la piattaforma si apre a un bacino potenziale di oltre 3 miliardi di lettori, coprendo in modo nativo alcune delle economie digitali a crescita più rapida del mondo: India, Giappone, Corea del Sud e il vasto mercato arabofono che si estende dal Marocco al Golfo Persico.

«Quando abbiamo lanciato ViviBook avevamo in mente una libreria infinita» conclude Carlo Carmine , CoFounder di ViviBook. «Arabo, hindi, giapponese e coreano non sono lingue di nicchia: sono le lingue di interi continenti che leggono, che consumano storie, che cercano contenuti personalizzati. Fino a oggi li avevamo esclusi per ragioni tecniche. Da oggi non più.»

La piattaforma è disponibile su:https://www.vivibook.ai

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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