Comunicato Stampa: Approvato bilancio regionale di previsione 2026- 28.

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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi, con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti, il bilancio regionale di previsione 2026-2028.
Prima della votazione finale, sono stati votati due maxiemendamenti della Giunta regionale e uno del Presidente della commissione consiliare Bilancio, Tomaello. Votati anche alcuni ordini del giorno che impegnano la Giunta regionale a sostenere interventi mirati sul territorio e afferenti ad ambiti diversi: in particolare, sanità, sociale, giovani generazioni, economia, sicurezza, cultura, sport e volontariato.
Termina così la ‘maratona di bilancio’, con il via libera dato la settimana scorsa al Documento di Economia e Finanza Regionale DEFR 2026- 28 e, in questi giorni, alla Legge regionale di Stabilità 2026, al Collegato e, oggi, al bilancio regionale di previsione 2026- 28.
Il Presidente della Giunta regionale, Alberto Stefani, l’Assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti (FdI), il Presidente della commissione consiliare Bilancio e Relatore per l’Aula dei provvedimenti, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), il Correlatore Paolo Galeano (Pd) e il Capogruppo Dem, Giovanni Manildo, hanno commentato i lavori che hanno visto impegnata l’Aula di palazzo Ferro Fini.
Per il Presidente Stefani “sanità, sociale e giovani sono stati messi al centro della manovra. E la capacità di confronto con le opposizioni rappresenta un valore aggiunto. Credo, infatti, che sia responsabilità di un Presidente di Regione dialogare con le opposizioni e con l’intero Consiglio regionale per approvare le riforme strategiche di cui il Veneto ha bisogno e, se il dialogo porta idee valide e soluzioni concrete, ripeto, costituisce un valore aggiunto. Di questo approccio sono assolutamente orgoglioso.”
“Una Legge di bilancio che guarda con attenzione alla sanità territoriale, al sociale e che investe in modo significativo sui giovani.”, ha ribadito il Presidente Stefani, che ha colto, tra gli elementi qualificanti, “un emendamento bipartisan che apre la strada a un piano per il trattenimento dei talenti, sviluppato in sinergia con il mondo universitario. Un tema, questo, su cui ho voluto lavorare fin da subito come primo atto della mia Giunta, e che si intreccia con lo sviluppo economico e l’innovazione, anche grazie all’utilizzo dei Fondi comunitari.”
“La manovra interviene, inoltre, sul piano casa e mantiene alta l’attenzione sullo sviluppo tecnologico, con particolare riferimento anche al settore sanitario.”, ha concluso Alberto Stefani. 
L’Assessore Giacinti ha posto l’accento sul “risultato raggiunto in anticipo rispetto alle tempistiche previste: siamo riusciti ad approvare il bilancio con un mese di anticipo, un traguardo che ci consente di avere a disposizione tre quarti dell’anno per realizzare concretamente gli obiettivi programmati. Un’accelerazione che si traduce in benefici immediati per il territorio: concludere prima, significa permettere ai cittadini veneti di percepire, fin da subito, l’utilizzo concreto delle risorse stanziate, evitando ritardi e il ricorso all’esercizio provvisorio in dodicesimi. Le risorse, infatti, saranno prontamente disponibili per sostenere diversi settori strategici: dalla sanità alle medicine integrate, fino alle borse di specializzazione per i medici di medicina generale e alle borse di studio per gli studenti. Particolare attenzione è stata posta anche nei confronti del sistema educativo, con lo stanziamento immediato di 38 milioni di euro a sostegno delle scuole dell’infanzia. E, sul fronte delle infrastrutture, ricordo lo sblocco delle risorse per ‘Veneto Strade’, destinate alla manutenzione straordinaria della viabilità e alla progettazione delle opere più rilevanti, oltre ai fondi per la sicurezza idraulica.”
“Questo è il valore aggiunto di un bilancio approvato in tempi rapidi – ha concluso Filippo Giacinti - licenziato in tre mesi anziché entro fine aprile, come consentito dalla legge.”
Anche il Relatore in Aula del provvedimento, Tomaello, ha sottolineato che “la manovra di bilancio è stata approvata in tempi record, nei primi giorni di aprile, con largo anticipo rispetto alla scadenza, del 30 aprile, dettata dall’esercizio provvisorio. Abbiamo lavorato celermente: poco più di un mese tra discussione e approvazione. Una manovra da 19 miliardi che destina più risorse a sociale e imprese. Il provvedimento si basa su una solida eredità dei dati economici delle precedenti amministrazioni, ma introduce anche elementi di novità. Tra le priorità, indicate dal Presidente della Giunta regionale Stefani, una maggiore attenzione al sociale, al rafforzamento della medicina territoriale e allo sviluppo tecnologico delle imprese.”
Il Correlatore Paolo Galeano ha voluto invece riservare attenzione al “momento di grande difficoltà che stanno vivendo le comunità del nostro Veneto, come d’altra parte avevamo già appreso durante le audizioni. Ritengo che, in un momento straordinario come questo, servirebbero risposte straordinarie. Come minoranza, abbiamo cercato di avere un atteggiamento assolutamente responsabile, puntando al bene del Veneto prima ancora che a ritorni in termini di consenso: la manovra emendativa corposa e sostanziale che abbiamo proposto lo ha dimostrato. Non è stata accolta, vero, e ne prendiamo atto. Pur tuttavia, ho colto alcuni segnali positivi in questo bilancio: dalle borse di studio - anche se va evidenziato il supporto statale per la loro copertura - ad alcune iniziative che sono nate in modo bipartisan. Però i segnali, in questo momento, non sono sufficienti: la situazione che stiamo vivendo, ripeto, è straordinaria e quindi servirebbero misure anticicliche. Continueremo quindi a lavorare sotto questo aspetto.”
Il Presidente del Gruppo consiliare del Pd, nonché dell’Intergruppo Pd- AVS- M5S, Giovanni Manildo, ha dato atto che “la manovra di bilancio raggiunge l’obiettivo principale di portare il Veneto fuori dall’esercizio provvisorio, risultato ottenuto, lo sottolineo, anche grazie a un diffuso senso di responsabilità da parte delle opposizioni.”
Per Manildo, ad ogni modo, non mancano “le critiche nel merito del provvedimento: il bilancio, complessivamente, è privo di una visione, di coraggio e di lungimiranza, in particolare sul fronte di una riforma fiscale capace di rendere il sistema più equo e più giusto. Nel corso del dibattito in Aula, è stata ribadita la necessità di stanziare maggiori risorse per sanità e sociale, con un’attenzione specifica agli anziani, alle liste d’attesa, alla salute mentale e alle politiche giovanili.”
Oltre ad aver rimarcato le criticità della manovra di bilancio, Giovanni Manildo ha tuttavia riconosciuto anche “alcuni elementi positivi, a partire dal clima di collaborazione registrato in Consiglio regionale. Tra queste positività, registro l’Ordine del giorno per un patto di crescita e di sviluppo, condiviso con il Presidente della Giunta Stefani, per contrastare l’emigrazione giovanile, definita ormai di ‘dimensioni bibliche’. Ho colto segnali di apertura, da parte della maggioranza, anche sui temi del co- housing e della casa, indicati come nodi centrali per il futuro della Regione.”
“In sintesi – ha chiosato Giovanni Manildo - il giudizio resta interlocutorio: il potenziale c’è, ma serve maggiore impegno e più coraggio. È una sfida che va affrontata insieme per dare risposte concrete al Veneto.”
In sede di dichiarazioni di voto, si sono espressi a favore del bilancio, il Capogruppo della Lega- LV, Riccardo Barbisan, che ha invitato le opposizioni “a schierarsi dalla parte dei veneti e a sostenere l’autonomia”, Claudio Borgia, Capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha rivendicato gli sforzi di “non aver aggiunto nuove tasse”, Matteo Pressi (Stefani Presidente), il quale ha auspicato “l’avvio, anche all’interno dell’Aula, di una fase costituente", Eric Pasqualon (UDC), per il quale “il bilancio traccia una linea equilibrata, che dà risposte concrete al territorio e ai veneti”, Sonia Brescacin (Gruppo Misto) “il Veneto vuole continuare ad essere protagonista dello sviluppo”, Alberto Bozza, Capogruppo di Forza Italia, secondo il quale “questa manovra avvia un percorso centrato su sanità, sociale, istruzione, ambiente e casa. Si dovrà lavorare in questa direzione.”
Critici nei confronti del provvedimento, hanno votato contro Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione), perché ha auspicato che “nel prossimo bilancio si trovino risorse per sostenere chi vuole costruire il proprio futuro in Veneto", Rossella Cendron (Le Civiche Venete), la quale ha spiegato il voto contrario delle minoranze come un pungolo per dare vita a occasioni di “confronto per migliorare la qualità della vita dei cittadini veneti”, Flavio Baldan (M5S) “c’è bisogno di costruire un Veneto diverso”, Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra), che è tornata a chiedere di applicare l’addizionale IRPEF e di colmare il buco finanziario creato dalla Pedemontana.”

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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