Piano 5.0 e autoproduzione di energia: i vantaggi per il fotovoltaico

Il primo, parziale bilancio del Piano Transizione 5.0 è per certi versi deludente: a tre mesi dall’attivazione del portale del Gse sono stati prenotati crediti d’imposta per circa 150 milioni dei 6,23 miliardi di euro disponibili a valere sul Pnrr. Numeri sicuramente inferiori alle attese, anche se al Mimit si osserva che c’è comunque un costante incremento rispetto al primo mese e che anche il Superbonus 110% in edilizia, era partito lentamente per poi esplodere.
L’emendamento
Gli investimenti dovranno essere chiusi entro la fine del 2025, improbabile una proroga, ma il governo sta studiando una robusta correzione e semplificazione. Alle Faq è stato abbinato un emendamento per innalzare le aliquote al 50%,rispetto all’attuale 45% - e della soglia dello scaglione da 2,5 a 10 milioni, portando al 50% (anziché 25%) l’aliquota massima anche per investimenti superiori a 2,5 mln.
L’emendamento al Decreto Fiscale (Decreto-legge n. 155 del 19 ottobre 2024) presentato in Commissione Bilancio al Senato, porta la firma di Matteo Gelmetti. L’emendamento è solo una proposta di modifica a un disegno di legge: per diventare effettiva deve essere approvata dalla Commissione e poi dai due rami del Parlamento.
Le Faq
Ma nei giorni scorsi sono state pubblicate le nuove Faq relative alla Transizione 5.0, che offrono importanti chiarimenti sulle norme e sulle opportunità legate al fotovoltaico, considerate fondamentali in un momento in cui le rinnovabili sono centrali per la transizione ecologica. Ricordiamo che il Piano Transizione 5.0 incentiva l’acquisto di pannelli fotovoltaici «made in Europe», ovvero di alta qualità prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea.
Innanzitutto, un impianto di autoproduzione di energia può essere posizionato in un luogo diverso rispetto alla struttura produttiva, ma a condizione che l’energia prodotta venga utilizzata esclusivamente per il consumo dell’azienda stessa. Inoltre, deve esserci corrispondenza tra produttore e consumatore dell’energia, cioè entrambe le entità devono avere lo stesso codice fiscale. Per quanto riguarda il collegamento, l’impianto deve essere connesso alla struttura produttiva in modo diretto e la distanza tra i due non può superare i 10 chilometri. In alternativa, è possibile utilizzare la rete di distribuzione pubblica per unità di autoproduzione e consumo localizzati nella medesima zona di mercato elettrico.
Il fotovoltaico
Un capitolo cruciale delle nuove disposizioni riguarda i pannelli fotovoltaici, con un aggiornamento che introduce significative maggiorazioni per i modelli realizzati in Europa e dotati di requisiti di alta efficienza. Questo cambiamento rappresenta un’opportunità strategica per il mercato, premiando l’innovazione tecnologica e la produzione locale.
In questo senso il territorio bresciano ha eccellenze produttive nel settore fotovoltaico che rispondono alle sfide poste dalle recenti normative. La Peimar, azienda di Castegnato, è una di queste.
Il suo nuovo pannello fotovoltaico con efficienza superiore al 21,5%, si inserisce immediatamente tra quelli che beneficiano delle nuove maggiorazioni incentivanti. «Per i pannelli fotovoltaici prodotti in Europa e dotati di tale efficienza, l’incentivo passa dal 100% al 130% – ci spiega Marco Casale, ceo e founder di Peimar –. I nostri moduli soddisfano questi requisiti, e sono un esempio di come l’azienda combini alte performance con caratteristiche tecniche di eccellenza. La solidità costruttiva del pannello ci consente di offrire una garanzia di 30 anni, testimonianza della fiducia riposta nell’affidabilità e nella durabilità del prodotto».
Il nuovo fondo
Sul fronte sempre delle energie rinnovabili, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato il decreto che consente l’utilizzo di 320 milioni di euro a fondo perduto per le piccole imprese che intendono realizzare impianti fotovoltaici o eolici ai fini dell’autoconsumo industriale.
«Questa misura – ha spiegato Urso – si aggiunge al piano Transizione 5.0, che tutte le imprese possono utilizzare. Sono risorse importanti e significative che devono servire a rendere più competitive le imprese».
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