Economia

Vendemmia 2021: Coldiretti stima un calo del 15% del raccolto

Ieri il taglio dei primi grappoli alla Faccoli di Coccaglio, in Franciacorta. «Ora dipende dall’evoluzione del meteo»
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FRANCIACORTA, VENDEMMIA AL VIA

La Franciacorta fa da apripista alla vendemmia in Lombardia. Secondo le prime stime, quelle di Coldiretti, la raccolta dell’uva  - ieri il taglio del primo grappolo regionale all’azienda agricola Faccoli di Coccaglio - vedrà un calo medio di circa il 15% rispetto alla scorsa estate.

Tra i filari della Franciacorta, per fare il punto della situazione, c’era Simone Frusca, responsabile vitivinicolo di Coldiretti Brescia: «Quest’anno il via alla raccolta dell’uva sui nostri territori parte con una settimana di ritardo rispetto alla precedente stagione, a causa delle gelate primaverili tardive che hanno di fatto rallentato lo sviluppo dei vigneti, su cui poi nei mesi estivi si sono abbattute a macchia di leopardo anche diverse grandinate localizzate talvolta violente, come quella che a fine giugno ha interessato l’Oltrepò Pavese con centinaia di ettari di filari falcidiati da chicchi di ghiaccio grandi come noci, accompagnati da forti raffiche di vento. L’andamento della raccolta sarà influenzato dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo».

Il dato lombardo è in linea con il trend nazionale. Qui la stima di Coldiretti prevede un calo tra il 5% e il 10%, per un quantitativo compreso tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri, «ma molto dipenderà - aggiunge Frusca - sia dall’evoluzione delle temperature, che influiscono sulla maturazione, sia dall’assenza di nubifragi e grandinate che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte. In Italia si attende comunque un’annata di buona, se non ottima, qualità».

Nonostante il calo, l’Italia quest’anno sarà il primo produttore mondiale di vino mentre per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna che hanno subito una contrazione dei raccolti, anche se più marcato per i cugini d’Oltralpe. La produzione tricolore può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.

«L’ennesima dimostrazione - chiude Frusca - del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria». Prosegue poi il trend, in corso da anni, di un sostanzioso rinnovo generazionale, con ricadute positive in termini di produzione e di occupati. Le aziende agricole gestite da giovani possiedono infatti, in media, una superficie superiore di oltre il 54%, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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