Un contratto di lavoro e formazione: l’azienda crea l’AcademIA per talenti

Una volta c'era il buon vecchio motto «chi fa da se fa per tre». Oggi ci sono le Academy, il luogo in cui le imprese - stanche di fare i conti con una formazione che stenta sempre più a «sfornare» profili in linea con i reali bisogni delle aziende - si rimboccano le maniche e decidono di fare per conto proprio.
Come Automazioni Industriali di Nave, storica realtà bresciana specializzata nella progettazione e costruzione di isole robotizzate per asservimento macchine e centri di lavoro, che proprio oggi partirà con la sua «Academ IA», primo esperimento di quella formazione «sartoriale», in aula e sul campo, che da tanto tempo le nostre aziende rincorrono.
Apprendistato
Oggi inizieranno i 10 mesi di apprendistato dei 7 giovani (ma l'azienda ne cercava 11!) selezionati dagli specialisti di Jobtain per il progetto. Sul piatto, un contratto di assunzione a tempo determinato come apprendisti di primo livello e 500 ore di formazione, di cui 380 in aula e le restanti 120 tra team work e rotazione dei vari reparti scelti per la sperimentazione. A fianco di ognuno dei partecipanti, un tutor ad hoc che li accompagnerà sino a quando, il 31 marzo del 2023, sosterranno l'esame che da un lato gli consentirà di acquisire la certificazione tecnica specialistica di quarto livello «Ifts» e dall'altro, cosa non meno importante, sancirà (anche nelle speranze del leader di AI) l'inizio di un nuovo e si spera soddisfacente lavoro.
Automazioni Industriali è la tipica azienda in difficoltà a reperire personale in maniera specifica, «ed è proprio da questa considerazione che a settembre, scorso, dopo aver incontrato gli esperti di Jobtain, è nata l'idea di una accademia interna che unisse la dimensione formativa al lavoro specifico sul campo», spiega Giuliano Baglioni, alla guida della srl di via Castagnotta nonché della Fondazione Benedetto Castelli, per il quale il progetto «Academ IA» potrebbe servire anche ad altri.
«Ora vediamo come va questo primo esperimento, ma posso anticipare che alcuni clienti mi hanno già chiesto perché non formo anche delle risorse per loro», prosegue Baglioni presentando ad uno ad uno i ragazzi che prenderanno parte al percorso formativo. Tra di loro c'è un po' di tutto: da chi, come Francesca, si è diplomata al Beretta in chimica ma si dice «molto attratta dal mondo dei software per la progettazione» a chi, come Giuseppe, già lavorava come attrezzista ma ha deciso di lasciare il posto per aprirsi a nuovi orizzonti sino a chi, come Mariglen, 24enne albanese con una laurea triennale in ingegneria elettronica ed una magistrale in corso, affronterà questi 10 mesi impegnato su più fronti.
L’obiettivo
Per tutti, il sogno è lo stesso: imparare, e trovare anche un lavoro che li soddisfi. Con buona pace di chi giovani motivati e capaci non smetterà mai di cercarli. «L'idea alla base è che l'azienda scelga il giovane e che contemporaneamente il giovane scelga l'azienda», commenta Marco Vezzoli di Jobtain che punta sull'importanza anche di individuare il comparto che ognuno sentirà più suo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
