Stando alle dichiarazioni, a Brescia ci sono 9mila super ricchi

Si sente «odore di evasione fiscale» andando a leggere i dati delle dichiarazioni dei redditi Irpef 2020 a Brescia. È un quadro abbastanza desolante quello che viene tratteggiato nello studio di Elio Montanari dal titolo «La grande diseguaglianza», commissionato dai sindacati confederali, che fotografa con chiarezza una situazione sbilanciata da disuguaglianze ed evasione fiscale. Non che la nostra sia «terra di evasori» per antonomasia - siamo in linea con un trend nazionale -, ma bisogna considerare che il fenomeno è presente anche sul territorio, e a darne contezza è la sproporzione tra redditi e consumi.
I numeri

Montanari ha illustrato i risultati della ricerca compiuta sulle dichiarazioni 2020, quindi sui redditi d’imposta 2019, quasi 20 miliardi di euro complessivi, di 905.453 contribuenti dei 205 Comuni della provincia, spalmati su 33 classi di reddito (fino alla fascia che oltrepassa i 300mila euro) e 16 tipologie. «Si disegna una piramide - spiega il ricercatore - che vede la maggior parte delle persone fisiche collocate nelle classi di reddito inferiori ai 15mila euro, che, complessivamente, comprendono oltre 344mila persone, il 38% del totale. Rilevante anche lo scaglione superiore, che comprende redditi da 15mila a 26mila euro, con quasi 307mila contribuenti, pari al 33,9%. Un terzo blocco numeroso di contribuenti, oltre 202mila, pari al 22,4%, si posiziona nelle classi di reddito dai 26 ai 50mila euro».
In altri termini, sotto il tetto dei 50mila euro abbiamo 853.359 persone fisiche, il 94,2% del totale, mentre sopra tale soglia si trovano 52.094 contribuenti, pari soltanto al 5,8% del totale: 40.136 (4,4%) tra i 50 e i 100mila euro; 11.958 sopra i 100mila (1,3%), valore che scende a 8.047, lo 0,9% del totale, se alziamo l’asticella ai 120mila euro. «Possiamo dire - osserva Montanari - che dei nostri 905mila dichiaranti i “ricchi”, considerando come tali coloro che superano i 100mila euro lordi, che sono comunque meno di 5mila euro netti al mese, sono meno di 12mila persone fisiche». Chiaro che può suonare un che di stonato, se guardiamo a una provincia con un livello di benessere e tenore di vita come la nostra.
Gli scaglioni
Montanari entra poi nel dettaglio degli scaglioni di reddito da cui si evince, per fare qualche esempio, che gli 8.047 contribuenti che dichiarano più di 120mila euro, lo 0,9% del totale delle persone fisiche, hanno un reddito complessivo di 1,47 miliardi di euro, di gran lunga superiore a quello degli oltre 211mila contribuenti che dichiarano meno di 10.000 euro (987 milioni) e superiore all’ammontare dichiarato dagli oltre 116mila con redditi compresi tra 10 mila e 15mila (1,44 miliardi di euro). Il carico preponderante della tassazione è sui 853.359 soggetti con reddito inferiore ai 50mila euro, che dichiara il 77,4% del reddito complessivo (mentre gli altri 52.094 con redditi superiori ne dichiarano il 22,6%), e le tipologie maggiormente dichiarate sono quelle relative al lavoro dipendente (54,8% del totale) ed alle pensioni (30,4%).
Se la matematica non è un’opinione, ci sono 496.193 soggetti che dichiarano un reddito prevalente da lavoro dipendente e 274.931 con reddito prevalente da pensione. Lavoratori dipendenti e pensionati sono quindi oltre 771 mila: l’82,2% del totale dei contribuenti Irpef bresciani. Curiosità: il Comune più ricco del Bresciano è Padenghe, con un reddito medio di 30mila euro, mentre il più povero è Magasa, con 14mila euro di reddito medio per i suoi 105 abitanti.
Chi guadagna di più
L’indagine di Montanari scandaglia anche la ripartizione per classi di reddito complessivo per le diverse tipologie di contribuenti, in base al reddito prevalente. Con tale espressione s’intende l’ammontare più elevato risultante dal confronto dei valori assoluti dei redditi soggetti a tassazione ordinaria Irpef o a tassazione sostitutiva in regime di cedolare secca o a tassazione agevolata per i contribuenti in regime forfettario e di vantaggio; in pratica, quella che per ciascuno rappresenta la maggiore fonte d’entrata assoggettabile all’imposta personale diretta.
Prendendo in esame tutti i contribuenti identificati per reddito prevalente che dichiarano più di 100mila euro complessivi, in provincia di Brescia questi risultano 9.193: la maggior parte è composta da soggetti che hanno un reddito prevalente da lavoro dipendente ( 4.497, il 48,9% del totale); se a questi sommiamo quanti dichiarano un reddito prevalente da pensione superiore ai 100mila euro, 334 persone, si rileva come lavoratori dipendenti e pensionati siano il 52,5% del totale, più della metà. L’insieme cumulato dei contribuenti che hanno altre tipologie di reddito prevalente da impresa, partecipazione a società di persone, lavoro autonomo, fabbricati e altre tipologie, mettendo assieme tutti i valori, arriva al 47,5%.
A comporre il quadro dei 9.193 contribuenti bresciani che dichiarano più di 100mila euro concorrono 1.731 professionisti (18,8% del totale), 1.137 partecipanti in società di persone (12,4%), 879 imprenditori (9,6%), 230 proprietari di fabbricati (2,5%) e 385 soggetti con altre tipologie di reddito (4,2%). Evidenze che, così documentate e messe in fila, possono apparire «un po’ improbabili».
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