Giovanni Soncina possiede il talento dell’uomo comune: non alza mai la voce, non si crede un oracolo, ma si è fatto conoscere come buon maestro e instancabile lavoratore.
Homo faber fortunae suae, predicava Appio Claudio Cieco nell’antica Roma: l’uomo è artefice del proprio destino. Con l’etica delle «cose ben fatte», nel giorno del suo centoquattresimo compleanno Nino Soncina ne è una palese dimostrazione e la sua testimonianza conferma che attraverso il lavoro un uomo costruisce sé stesso e il mondo intorno a sé.




