Economia

Se dalle capsule di caffè si arriva al riso: il riciclo della Garm

L’iniziativa «Da chicco a chicco» di Nespresso e dell'azienda di Gavardo: l’alluminio va alle fonderie, il compost fertilizza risaie
Uno dei sacchetti di Nespresso per il progetto «Da chicco a chicco» - © www.giornaledibrescia.it
Uno dei sacchetti di Nespresso per il progetto «Da chicco a chicco» - © www.giornaledibrescia.it

«Da chicco a chicco». Ovvero, come dal riciclo delle capsule esauste del caffè si può arrivare alla produzione di riso. Il progetto, nato nel 2011 per iniziativa di Nespresso sulla base di un accordo siglato con il Consorzio nazionale imballaggi alluminio, Utilitalia e il Consorzio italiano compostatori, vede come partner primario un’azienda bresciana, la Garm. È nell’impianto in località Büsela a Gavardo, infatti, che avviene il trattamento delle capsule.

Come funziona

Grazie a tecnologie all’avanguardia, l’alluminio di cui gli involucri sono formati viene recuperato per essere poi destinato alle fonderie, prima fase di un riciclo che condurrà alla creazione di nuovi oggetti; il caffè esausto, a sua volta, viene indirizzato al compostaggio. Il prodotto ottenuto è quindi ceduto a una risaia del Novarese; il riso coltivato con l’impiego di questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e donato ai banchi alimentari di diverse regioni italiane.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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