Rivoluzionare l'analisi dello stato di salute delle aziende: Syrto debutta al Santa Giulia

Stiamo vivendo un’epoca di profondi cambiamenti, che inevitabilmente stanno modificando anche il modo di fare impresa. Oggi, ad esempio, i vertici di un’azienda non possono trascurare il fatto che il clima avrà sempre più ripercussioni sulla loro attività. Commetterebbero inoltre un grande errore se non dessero primaria importanza ai tempi e ai modi di approvvigionamento delle materie prime o di un’energia sempre più pulita, magari senza tener conto dei nuovi equilibri geopolitici.
Qui entra in gioco Syrto, una nuova realtà con una forte anima bresciana e che racchiude una tecnologia capace di facilitare la comprensione delle dinamiche aziendali attraverso un approccio visuale: mappe e traiettorie che raffigurano la direzione assunta da un operatore economico nel passato e quella prevista per il futuro, fino a tre anni. «Non siamo un’agenzia di rating, ma una company intelligence - chiarisce subito l’amministratore delegato Massimo Fariello, annunciando il debutto di Syrto sul mercato -: noi vogliamo capire l’andamento di un’azienda consentendo all’imprenditore di prendere delle decisioni, un po’ come faceva un tempo il direttore di banca, rendendo le informazioni finanziarie più accessibili a tutti».
La storia
Syrto è uno spinoff dell’Università degli Studi di Brescia e che oggi si propone di rivoluzionare il modo con cui si analizza lo stato di salute delle aziende. Syrto nasce da un’idea di Roberto Savona, professore di Economia degli intermediari finanziari all’ateneo cittadino. Era il settembre 2011, l’Europa, allora, era sotto la spada di Damocle della crisi del debito sovrano.
«Ero nel mio ufficio - racconta Savona - e mi ero posto l’obiettivo di osservare il sistema finanziario come una entità biologica, in modo da poter identificare i segnali di rischio e suggerire le misure di intervento preventivo e correttivo, utilizzando strumenti di analisi avanzati anche non convenzionali. Insomma - continua il bresciano - volevo effettuare una tomografia del rischio sistemico». La sua intuizione si trasforma in una sorta di tesi di ricerca, intitolata «Systemic risk tomography: Syrto». Ca va sans dire.
Quel documento viene inizialmente condiviso con Monica Billio, professoressa a Cà Foscari di Venezia, e poi con colleghi di altre università e ricercatori delle principali istituzioni internazionali: Bce, Eba, Bundesbank, Fmi. Syrto diventerà un progetto selezionato e finanziato dalla Commissione europea: l’Università di Brescia sarà capofila di un consorzio dove figurano ancora Cà Foscari, il Cnrs (Centre national de la recherche scientifique) e Paris I Sorbona, le università di Amsterdam e di Atene. Tra il 2013 e il 2016, Syrto è oggetto di più di cento pubblicazioni internazionali e di un buon numero di convegni internazionali. Nel frattempo, rafforzando la loro ricerca, Savona & friends intessono collaborazioni con ricercatori delle più prestigiose università del mondo (dal Mit alla Nyu), tra cui anche il premio Nobel per l’economia Robert Engle.
Nel 2019, lo stesso Savona, con Monica Billio e Massimiliano Granieri (professore ed esperto di trasferimento tecnologico dell’Università di Brescia), fondano la Syrto S.r.l. «Inizia così una fase nuova - continua il docente dell’UniBs -, dove il concetto di rischio evolve nell’obiettivo di creare qualcosa di nuovo, capitalizzando dalle conoscenze acquisite negli anni passati. L’obiettivo è realizzare mappe topografiche di aziende, una geografia del rischio e delle prospettive di rendimento utilizzando non solo i dati di bilancio. E per realizzare questo obiettivo e costruirne un prodotto software sarà fondamentale l’incontro con Massimo Fariello nel 2021».
Lo sviluppo
Fariello vanta una carriera significativa nell’industria tecnologica, avendo ricoperto il ruolo di Chief strategy officer di Altair Engineering (ha fondato anche Altair Italia, di cui è stato anche amministratore delegato). «Fariello intuisce la potenzialità della mia idea e insieme e un team di ricercatori dell’Università di Cagliari e della Bocconi la rivede, la migliora, la innova», rivela Savona, oggi nella veste di presidente della società.
L’a.d. di Syrto crea un team giovane e dinamico che riflette l’approccio dell’azienda nel realizzare nuova tecnologia e nell’organizzare la gestione, favorendo una collaborazione e scambio di idee, accelerando il processo di innovazione e adattamento alle esigenze di mercato. È da questo momento che Syrto diventa un prodotto (vendibile) per il mercato, nello specifico quello dei software o del Fintech. «Vogliamo democratizzare l’analisi finanziaria delle imprese ricorrendo all’impiego di tecnologie di Neural network, Machine learning e intelligenza artificiale - chiude Fariello -. Una tecnologia che facilita la comprensione delle dinamiche aziendali attraverso un approccio visuale di frontiera: mappe e traiettorie che raffigurano la direzione assunta nel passato e quella prevista per il futuro, almeno fino a tre anni».
Il 4 giugno
Il debutto di Syrto è fissato a Brescia, all’auditorium Santa Giulia, il 4 giugno (qui per partecipare). L’evento, in partnership con l’Università degli Studi di Brescia, Intesa Sanpaolo e Giornale di Brescia, vedrà peraltro la partecipazione del co-fondatore di Logitech Pierluigi Zappacosta, che farà un intervento centrato su «Trasformare i cambi di paradigma in opportunità», e di Riccardo Manzotti (professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università Iulm di Milano) sul tema «Le macchine generano contenuto, gli esseri umani creano valore».
In Santa Giulia, Fariello e Savona illustreranno inoltre nei dettagli le potenzialità di Syrto. «La storia e il futuro di un’azienda con Syrto diventa un percorso o una traiettoria di facile lettura e comprensione – chiude Fariello –. Abbiamo quindi tutte le potenzialità per diventare una piattaforma capace di far interagire tutti gli operatori economici, parlando lo stesso linguaggio». La sfida è ambiziosa e ha tutti i presupposti per rivelarsi rivoluzionaria.
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