Economia

Raccolta delle olive, a Brescia qualità al top ma resa ai minimi

Flavio Archetti
Sul Garda e sul Sebino frutti sani ma eccessive piogge hanno ridotto il contenuto oleoso
Raccolta delle olive - © www.giornaledibrescia.it
Raccolta delle olive - © www.giornaledibrescia.it
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Quantità ottima, olive belle e sane, qualità dell’olio eccellente. Ma la resa è molto bassa, ferma fino a oggi sia sul Garda sia sul Sebino a una media del 6-8%, con punte massime dell’11%.

La raccolta delle olive sui nostri laghi soddisfa solo in parte gli olivicoltori. La colpa non è della mosca, né dei funghi, delle malattie o dei parassiti, ma ancora una volta di un’annata meteorologica squilibrata, che se per quest’anno non ha funestato la stagione fruttifera con tempesta e grandine, ha però caratterizzato l’intera primavera, la prima parte dell’estate e i mesi di settembre e ottobre con piogge continue e sbalzi di temperatura, che hanno gonfiato e abbellito le olive ma ridotto il contenuto oleoso.

I produttori

Dai grandi uliveti del Garda a quelli più piccoli e sparsi dell’Iseo, dove siamo oltre la metà della raccolta complessiva, il discorso non cambia: le piante sono cariche ma la prova del frantoio è quasi sempre deludente.

La conferma arriva sia dai produttori che dagli esperti. «Quest’anno non possiamo lamentarci della produzione e della conservazione delle olive sui rami – racconta il presidente dell’Associazione interprovinciale dei produttori olivicoli lombardi Silvano Zanelli – ma conosco più di un olivicoltore che dopo aver valutato il rapporto tra il costo conseguente dalla raccolta e la resa che ci si attende dalla macinatura, ha avuto qualche dubbio se svolgere il lavoro. Anche se credo che poi nessuno abbia deciso di lasciare le olive sugli alberi, già solo che si possa fare un pensiero simile la dice lunga sulla delusione a cui molti stanno andando incontro quando dopo molti giorni di fatica nel campo escono dal frantoio con le taniche mezze vuote».

Un dato, quello della resa ai minimi storici, a cui farà sicuramente riscontro scarsità di olio sul mercato e quindi prezzi alle stelle.

Acidità bassa

A consolare però sarà la qualità del prodotto. Come spiega Nadia Turelli - titolare dell’azienda agricola Leonardo di Sale Marasino e rappresentante provinciale Donne di Coldiretti Brescia – siamo alle prese con drupe bellissime, ancora perfette grazie all’assenza della terribile mosca olearia e senza attacchi da parte dei funghi. Ne deriverà un olio con acidità bassa, perchè i frutti perfettamente sani sono portatori di olio chimicamente perfetto. Contiamo anche sul fatto, di cui siamo in attesa, che siano di ottimo livello anche i sapori e i profumi, ma le premesse sono buone».

«Per quanto riguarda le rese, sul Sebino siamo a una media del 7% - continua la Turelli -. Perchè così bassa? Probabilmente per gli sbalzi di temperatura, sia quelli estivi, con grandi calure, che quelli di settembre, caratterizzato a inizio mese dall’improvvisa discesa delle temperature. Questi eventi hanno messo in allerta le piante che si sono messe in pausa, e lavorando meno hanno sviluppato meno olio».

Per cercare di recuperare sul rapporto tra il peso delle olive da frantoiare e la resa si potrebbe pensare di lasciarle un po’ appassire, e quindi alleggerire... Il ragionamento sembra logico ma gli esperti non concordano.

«È vero che così facendo le olive perdono l’acqua e ce ne vogliono di più per fare un quintale - ricordano la rappresentante di Coldiretti e il presidente di Aipol – ma è anche vero che ormai l’olio contenuto nei frutti è giunto a maturazione e a lasciarlo altro tempo in attesa si rischia solo il deterioramento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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