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Quattordici vini bresciani al top 

Redazione Web

Economia
28 set 2013, 14:47
Franciacorta - © www.giornaledibrescia.it

Franciacorta - © www.giornaledibrescia.it

Sono diventati 14 i vini top della nostra provincia secondo il parere della Guida del Gambero Rosso. Non sono mai stati così tanti. Lo scorso anno erano 12, in passato mai più di una decina. Ci sono intere regioni che non arrivano a sei vini.

Tra i 14 premiati quest’anno ci sono alcuni ospiti fissi dei piani alti della classifica, ma non manca un certo turn over così a fronte di due uscite (Ricci Curbastro e Villa Crespia Muratori) ci sono due debutti (Villa Franciacorta e Lo Sparviere, nomi nuovi per questa classifica) e due rientri (Le Marchesine e Enrico Gatti). Va inoltre detto che il colpaccio di avere due vini al top - lo scorso anno riuscito a Cavalleri -, tocca stavolta a Provenza, che vede confermato il suo Lugana Riserva, ma porta al vertice pure un Lugana d’annata, il Molin 2012. 

Ma veniamo ai nomi, cominciando dalla Lugana che ha ormai il fiato sul collo della Franciacorta sia come notorietà che come bottiglie (12 milioni contro 14,5 nel 2012). C’è la conferma per il Brolettino Ca’ dei Frati 2011 che resta grandissimo, soave e tosto insieme. 

Provenza ritrova al vertice il suo Fabio Contato Lugana Riserva che uscirà a gennaio per rispettare i 30 mesi dalla vendemmia. Ma Provenza sorprende anche con il Lugana Molin che è nato ieri perché è del 2012 ed è tutta altra storia. Fresco, accattivante, profuma di cedro e di mentuccia. Per essere così in breve tempo c’è un piccolo segreto: ci ha messo le mani l’enologo francese di notorietà mondiale Michel Rolland.

In Franciacorta si deve parlare dei debuttanti. Entra nell’Olimpo la famiglia Gussalli Beretta che era approdata in Franciacorta per fare un buon investimento e ora fa molto sul serio. Lo Sparviere debutta con il suo Extra Brut 2007 che è un vino maschio, tonico, importante. Villa Franciacorta debutta invece con un vino più carezzevole, più emozionale. In realtà Villa vince con il suo vino base, ma va detto l’azienda produce solo millesimati e il punto di partenza è da vertice. 

E siamo alle conferme. Le Marchesine di Loris Biatta ha piazzato il Blanc de noir (Pinot nero vinificato in bianco). Non è il suo vino di punta, ma quando abbiamo assaggiato il Blanc de Noir siamo rimasti di stucco. Cavalleri conferma con l’annata 2005 la Collezione esclusiva Giovanni Cavalleri. 

Conferma il vino delle scorso anno, il Brut nature, la biologica Barone Pizzini. Ora l’annata è il 2009. Gli altri cambiano cavallo. La Berlucchi torna a Palazzo Lana Extreme 2006 che appartiene alla collana dei grandi millesimati dell’azienda. Ca’ del Bosco, dopo gli allori del suo Rosé, torna alla Cuvée Annamaria Clementi in versione 2005. Si tratta di un vino mitico, difficile aggiungere altro.

Bellavista passa da Grand cuvée, un grande successo dell’azienda, al suo vino di punta, il Vittorio Moretti riserva 2006. In qualche modo va sul sicuro. Ferghettina, che ha nella immediatezza dei suoi Franciacorta l'asso nella manica, questa volta piazza il suo vino più importante e per di più non dosato. Di nuovo da intenditori. Contadi Castaldi che aveva sfondato con il Soul Saten, si conferma con il non dosato Franciacorta zero del 2009. 

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