Economia

Oggi sciopero dei taxi, la protesta contro il Governo e Uber

I tassisti aderenti ad una ventina di sigle sindacali incrociano le braccia dalle 8 alle 22. A Roma sono previsti anche dei presidi
Taxi in sciopero - Foto Ansa/Angelo Carconi © www.giornaledibrescia.it
Taxi in sciopero - Foto Ansa/Angelo Carconi © www.giornaledibrescia.it
AA

Città a rischio paralisi oggi con il primo sciopero dei taxi in questo nuovo anno da Nord a Sud, con l’eccezione dell’Umbria. I tassisti, aderenti ad una ventina di sigle sindacali, incrociano le braccia dalle 8 alle 22 per manifestare contro il governo e contro l’ingresso nel settore di multinazionali come Uber. A Roma sono previsti anche dei presidi. Gruppi di tassisti in arrivo da altre città si ritroveranno a Fiumicino da dove partirà un corteo che arriverà fino a Piazza Bocca della Verità, per poi proseguire verso Montecitorio, dove dalle 11 si svolgerà un «corteo statico». Controcorrente Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi, che hanno deciso di non aderire alla protesta.

La richiesta

Le sigle che scioperano chiedono «regole chiare» per le piattaforme digitali, «evitando lo strapotere degli algoritmi», la conclusione dell’iter dei decreti attuativi della legge contro l’abusivismo e la tutela del servizio taxi come servizio pubblico locale.

«Chiediamo con forza al governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019», afferma la Uiltrasporti. «Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni di fronte all’ingresso aggressivo delle multinazionali» nel settore, denuncia il sindacato, secondo cui qualità e sicurezza «non possono essere affidate a delle app senza controllo pubblico».

Non usa mezzi termini la Cgil, che accusa l’esecutivo Meloni. «Lo sciopero dei taxi è contro questo governo che non ha mantenuto gli impegni, è per difendere il servizio pubblico e il futuro dei tassisti che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune», attacca il coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil, Nicola Di Giacobbe. «Non si può far decidere ad un algoritmo». Per cui «questo governo o è connivente delle multinazionali o non è nelle condizioni di far rispettare la legge».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...