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Economia

I DATI

Occupazione in crescita solo grazie al precariato


Economia
14 giu 2018, 14:49

I numeri. In Italia si contano 22,87 milioni di occupati

L’occupazione è in crescita rispetto a un anno fa solo grazie al lavoro precario mentre diminuiscono i posti fissi: è la fotografia scattata dall’Istat sul primo trimestre del 2018 che segna una variazione nulla per gli occupati sul trimestre precedente e una crescita di 147mila unità sul primo trimestre 2018, circoscritta ai dipendenti a termine.

Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni resta stabile al 58,2% rispetto al trimestre precedente mentre il tasso di disoccupazione risale all’11,1% (ma cala rispetto a un anno prima). Il dato più significativo appare quello della crescita del lavoro a termine. Guardando ai dati non destagionalizzati l’aumento di 147mila occupati rispetto al primo trimestre 2017 è dovuto soprattutto alla crescita del lavoro dipendente (+333.000 posti), ma tra questi gli occupati a tempo indeterminato perdono terreno (-52.000 unità pari a -0,3%) mentre quelli a termine aumentano di 385.000 unità (+16,2%). Arretra anche il lavoro indipendente con 5.234.000 unità complessive (ma siamo in Europa uno dei paesi con più lavoro indipendente) e un calo di 186.000 unità.

Nel complesso gli occupati (dati non destagionalizzati) sono 22.874.000. Se si guarda alle classi di età gli over 50 crescono di 351.000 unità sforando quota 8,2 milioni mentre diminuisce la fascia tra i 35 e i 49 anni (-227.000 posti a 9.565.000 unità). Si registra una lieve crescita (+23.000 unità pari allo 0,5%) per la classe tra i 15 e i 34 anni. Il tasso di disoccupazione che secondo i dati destagionalizzati è all’11,1% è all’11,6% se si guarda al dato grezzo con il Sud che registra tassi medi pari a quasi tre volte il Nord (20,2% a fronte del 7,1%).

I disoccupati sono 2.893.000 nel dato destagionalizzato e 3.003.000 nel dato grezzo (-135.000 in un anno). L’Istat segnala che nella ricerca del lavoro continua a prevalere l'uso del canale informale. L’84% di chi cerca lavoro lo fa chiedendo a parenti, amici e conoscenti (+1,2 punti) mentre meno di un quarto delle persone (il 24,1%, +1.6 punti) dichiara di aver contattato un centro per l’impiego.

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