Nel Bresciano più di un’azienda su 10 è di imprenditori stranieri

Le imprese amministrate da imprenditori stranieri contribuiscono sempre di più alla crescita della nostra economia. Dal settore delle costruzioni a quello della ristorazione, ma anche al commercio, sia al dettaglio sia all’ingrosso, il sistema Brescia è sempre più rappresentato anche da aziende, uomini e donne provenienti da altri Paesi. Tra città e provincia - secondo una recente analisi del Servizio studi della Camera di commercio di via Einaudi - ce ne sono ormai quasi 14.000, per la precisione 13.979.
In rapporto al periodo pre-Covid, quindi nel confronto tra giugno 2019 e giugno 2021, sono aumentate del 7%, raggiungendo oggi una presenza complessiva dell’11,8%. Nell’ultimo quinquennio invece la crescita è stata del 5,4%, quando però nel medesimo periodo il totale delle aziende si è ridotto di quasi l’1% (-0,8%). Per il presidente della Camera di commercio Roberto Saccone «i numeri testimoniano di una presenza che le rende ormai parte strutturale dell’imprenditoria bresciana» a conferma anche «sia della vivacità economica del nostro territorio, che della capacità di Brescia di offrire molte opportunità di business».
Il quadro. Nel confronto con altre province il Bresciano è al quinto posto per incidenza di imprese straniere sul totale in Lombardia (la prima è Milano, al 15,9%) e al trentunesimo posto in Italia. Tra i diversi settori, il passo in avanti più importante lo hanno fatto le imprese rumene e albanesi delle costruzioni. Lì quelle addette a «costruzioni specializzate» sono aumentate del 10,7% e quelle addette alla «costruzione di edifici» dell’8,7%. Al 30 giugno 2021, i costruttori avevano raggiunto quota 2.396, il 17% del totale straniero. Crescita anche per le attività di ristorazione (1.550) e commercio all’ingrosso (775), le prime del 5,2%, le seconde del 4,7%, in cui operano in prevalenza egiziani, marocchini, senegalesi e nigeriani.
Le bandiere. Pakistani e indiani si confermano presenti e specializzati nelle attività di supporto alle imprese, come servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e disbrigo delle pratiche. I cinesi invece intraprendono di più nel confezionamento di articoli di abbigliamento e nel commercio al dettaglio, ma sono attivi anche nella ristorazione (in particolare nella gestione di bar e simili) e nei servizi per la persona (parrucchieri, estetisti e centri benessere. È importante ricordare che le dimensioni di queste imprese è spesso «micro». Lo studio della Camera di commercio rivela che ben il 64% sono composte da un solo addetto, e che il 71% operano nella forma di organizzazione più semplice di impresa individuale, anche se le società di capitale non mancano e sono il 18%. Tra i titolari negli ultimi due anni sono sempre più presenti albanesi, indiani, nigeriani e pakistani, ma il primo posto a Brescia lo occupano i rumeni, iscritti alla Camera di commercio in 1.144 (11%). Secondo posto per i pakistani, cresciuti dell'8,6% fino a quota 1.126, e oggi davanti ai cinesi che sono 1.044 (+0,2%).
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