Economia

Dalle navi agli aerei: i rincari dei carburanti penalizzano la logistica

Settori industriali chiave sono fortemente dipendenti dai flussi export provenienti dai mercati asiatici: i rincari si traducono nei rallentamenti delle produzioni
Achille Fornasini

Achille Fornasini

Editorialista

Una nave cargo
Una nave cargo

L’attuale scenario di instabilità nel Golfo Persico e nel Mar Rosso ha portato al centro delle preoccupazioni mondiali la fragilità delle rotte marittime che connettono l’Asia, il Medio Oriente e l’Europa. Punti di passaggio obbligati come gli stretti di Hormuz e di Bab el-Mandeb si confermano nodi nevralgici per la sicurezza energetica e per il commercio globale. Le recenti tensioni, acuitesi in seguito agli attacchi all’Iran, stanno infatti innescando reazioni a catena sui costi della logistica, sui mercati delle materie prime e sull’efficienza delle forniture: elementi da cui dipende la tenuta della crescita economica.

I settori

La sicurezza dei corridoi marittimi tra il Medio Oriente e il Mediterraneo è diventata un fattore strategico vitale: settori industriali chiave – l’automotive, l’elettronica, la chimica e la meccanica avanzata – sono fortemente dipendenti dai flussi export provenienti dai mercati asiatici. Di conseguenza, eventuali ritardi o rincari nelle movimentazioni internazionali si traducono in altrettanti rallentamenti delle produzioni e perdite di competitività.

L’aumento del prezzo dei carburanti sta già esercitando una pressione al rialzo sull’intero complesso delle supply chain, colpendo indistintamente il trasporto di container e quello delle rinfuse secche. Qualora la crisi perdurasse, le aree più colpite sarebbero inevitabilmente l’Europa e l’Asia meridionale a causa della loro elevata dipendenza dalle importazioni energetiche.

Il blocco parziale dei traffici sta già portando a una revisione al ribasso delle stime sul commercio mondiale: secondo le ultime valutazioni dell’agenzia Onu per il commercio e lo sviluppo, per il 2026 si prevede un incremento sensibilmente ridotto, oscillante tra un ottimistico +2,5% e un pessimistico +1,5%, rispetto alla crescita registrata nel 2025 (+4,7%).

Il comparto aereo

La crisi non risparmia il comparto aereo: l’agenzia Drewry attesta che tra febbraio e marzo le tariffe della logistica cargo hanno subito un incremento medio del 95%.

Se i costi del cherosene per aviazione dovessero continuare a salire, gli oneri complessivi di aviotrasporto potrebbero superare i record storici registrati nel 2020, aggravando ulteriormente il quadro inflattivo globale. A. FOR.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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