Molte materie prime sono in forte rialzo dall’inizio del 2024, che era stato pronosticato come l’anno dei tagli ai tassi d’interesse grazie al debellamento dell’inflazione. Gli aumenti di prezzo non sono stati generalizzati né della stessa intensità, ma i segnali sono tuttavia assai significativi, essendo le materie prime noti «sensori» anticipatori di surriscaldamenti inflattivi.
Sebbene persista lo stato di fiacchezza del ciclo economico, che ha contribuito alla frenata dell'inflazione, oltreatlantico serpeggia la convinzione che i tempi per la mitigazione della politica monetaria restrittiva possano allungarsi: si rischia infatti che l’eccessivo deficit derivante dal sostegno alla crescita Usa possa rinfocolare l’inflazione prima ancora che la FED inizi a tagliare i tassi.




