Economia

Made in Brescia: la bandiera dell’industria nel mondo

La nostra provincia gode di un’elevata proiezione internazionale grazie ai valori dell’export
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Brescia Regeneration 4 | Internazionalizzazione
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Brescia Regeneration è un progetto realizzato da Confindustria Brescia e Prometeia, col supporto dell’Università di Brescia, volto a delineare i futuri possibili del nostro territorio all’orizzonte 2030 e le azioni da mettere in campo per la realizzazione di questo modello. L’analisi di #BresciaRegeneration è fondata su quattro capitoli che indagano il posizionamento di Brescia nel panorama internazionale, mettendo a confronto la nostra provincia con altri territori a più intensa vocazione industriale. Oggi prendiamo in considerazione il capitolo «Internazionalizzazione».

Il confronto con i best performer a livello nazionale ed internazionale vede Brescia attestarsi in una posizione intermedia, non particolarmente distante dai benchmark italiani in testa alla graduatoria generale. L’analisi conferma quindi l’elevata proiezione internazionale di Brescia che, in questi anni, ha permesso al sistema economico locale di produrre performance di crescita rilevanti. Tale vocazione si concretizza, in particolare, in un volume di export di tutto rilievo, caratterizzato, tra l’altro, da un buon grado di diversificazione dei mercati di sbocco. Non mancano tuttavia delle aree di miglioramento, come la recente dinamica dell’export e una specializzazione merceologica incentrata sulle prime fasi delle filiere e, pertanto, particolarmente esposta alle oscillazioni dei prezzi delle commodity.

Il sistema industriale bresciano gode di un buon grado di proiezione internazionale, misurato dal rapporto tra esportazioni e valore aggiunto complessivo. Negli ultimi tre anni tale indicatore si è attestato sul 40,9%, sostanzialmente a metà strada tra il dato relativo all’Alsace (62,7%) e al Cheshire (20,3%). I numeri di Brescia si collocano poco al di sotto dei benchmark nazionali, territori in cui le esportazioni di manufatti risultano ancora più strategiche per lo sviluppo economico delle aree in questione.

Le esportazioni del Made in Brescia mostrano un grado di concentrazione geografica, misurato dal peso percentuale dei primi dieci paesi di destinazione, relativamente basso. Negli ultimi tre anni l’indicatore per Brescia si è attestato al 62,1%, in linea con quanto riscontrato per Bayern (61,7%), Cataluña (62,3%) e Baden-Württemberg (62,4%). Il gap tra Brescia e i territori meglio posizionati (i benchmark nazionali di Veneto Centrale, Emilia, Lombardia manifatturiera), caratterizzati da una maggiore diversificazione non appare di per sé preoccupante e insormontabile. Desta invece qualche apprensione la forte dipendenza dell’export dalla Germania (per Brescia il principale mercato di destinazione, con una quota del 20,1%, nettamente più elevata di quanto rilevato negli altri per italiani). Aree di intervento.

Dal 2015 al 2019 la dinamica delle vendite all’estero realizzate dalle imprese bresciane (+2,1% medio annuo) risulta nel complesso tra le più basse nei territori presi a riferimento e inferiore all’evoluzione della domanda mondiale (+2,7%). Brescia, quindi, ha solo in parte colto le potenzialità di sviluppo derivanti dalla crescita del prodotto e degli scambi internazionali sperimentati nel recente passato.

Più nel dettaglio, limitando l’analisi ai soli benchmark italiani, il nostro territorio rincorre l’Emilia (che guida la classifica generale con un +3,5%), si caratterizza per una performance in linea con il Veneto centrale (+2,2%) e fa meglio della Lombardia manifatturiera (+1,0%).Tra le possibili motivazioni del ritardo bresciano, gioca un ruolo rilevante la specializzazione merceologica dell’export. (continua)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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