L’Ordine degli ingegneri di Brescia cerca casa, o meglio, una casa di proprietà, visto che una sede efficiente e spaziosa i 4.500 ingegneri che vi fanno riferimento ce l’hanno già, in via Cefalonia 70 a Brescia Due. Succede però che la proprietà ha deciso di vendere e l’Ordine presieduto dal luglio dello scorso anno da Laura Boldi - iseana, succeduta al presidente iseano Carlo Fusari, laureata in Ingegneria civile dal 1999 e fino a qualche anno fa sindaco di Monticelli Brusati - ha reso noto che intende «avviare un’indagine esplorativa di mercato finalizzata alla ricerca di un immobile», sempre a Brescia, da acquistare e adibire a sede finalmente stabile.
Il contratto d’affitto scade il 31 dicembre del 2025 e fino ad allora gli ingegneri bresciani non avranno problemi di sorta. Il poi però rischia di essere un’incognita, anche perché la sede attuale è di ben 600 metri quadri, garantisce sette posti auto, è facilmente raggiungibile da tangenziale e autostrada, si trova a poche centinaia di metri dalla stazione dei treni, e offre la possibilità di arrivare in centro, anche a piedi, in pochi minuti, vista la vicina presenza della fermata della metropolitana.



